di ROBERTO COTRONEO da L'UNITA' ON LINE del 20 luglio 2009
Sono giorni che vengono celebrati i 40 anni dal primo sbarco sulla luna dell'Apollo 11. E gli editori più spregiudicati hanno rimandato in libreria tutti i testi più inverosimili che si possano mai concepire, a cominciare da quelli dove si sostiene che nessun uomo è mai andato sulla luna e che fu tutto un falso. Ce ne sono poi altri che raccontano invece che sulla luna, Armstrong e compagni ci andarono eccome, e trovarono ovviamente gli extraterrestri, che gentilmente, ma in modo fermo, li invitarono a levare le tende, o meglio la navicella, il più presto possibile. Con annessa teoria che le missioni lunari finirono nel giro di qualche anno, perché eravamo sgraditi, e non si poteva passeggiare nei vari mari della tranquillità. Le ultime fantasie sulle missioni lunari arrivano dalla notizia che avremo una base sull luna entro il 2020.
Teorie vecchi e abbastanza prevedibili. Ma c'è una cosa che non ho letto da nessuna parte e che vorrei raccontare qui. Da quasi un anno circola su internet un video di 10 minuti, bellissimo e commovente. È il video di un professore americano, di Randolph Frederick Pausch, che insegnava informatica all'Università di Pittsburgh (Pennsylvania). Consapevole di avere un cancro al pancreas e di avere pochi mesi di vita, Pausch ha tenuto una lezione di fronte a 400 persone, dove ha raccontato la sua vita e i suoi sogni. Pausch è morto nel luglio del 2008, a 48 anni, era nato nel 1960, e aveva nove anni quando l'Apollo 11 raggiunse la luna.
A un certo punto della conferenza, Pausch dice una frase bellissima, più bella di tutto quello che ho letto su questo evento storico. Ha detto: "ho avuto un'infanzia davvero felice. Io sognavo sempre, era un tempo facile per sognare: quando tu accendi la tv e vedi degli uomini atterrare sulla luna tutto è possibile, e non dovremo mai perdere questo spirito". Questo fu lo sbarco sulla luna per gli uomini della mia generazione, la meraviglia assoluta, l'essere stati svegliati in piena notte dai nostri genitori per vedere quell'astronauta che scendeva la scaletta.
La verità delle missioni lunari interrotte non è che gli extraterrestri ci hanno mandato via, è che costavano troppo, e non c'era più tempo per sognare. C'erano le sporche guerre da fare, e non era più il tempo di pensare che tutto fosse possibile. Senza retorica, ma seriamente, quando accendono la televisione i nostri bambini, riescono ancora a pensare che tutto è possibile?









