domenica, 30 gennaio 2005

(Attenzione!!! In questo racconto in progress ognuno scrive il proprio apporto senza seguire quello degli altri partecipanti. Il proseguimento del racconto sarà postato successivamente scegliendo nei commenti quello migliore. Ricordatevi di linkarvi. BUON LAVORO.)

L'angolo della colonna sonora:

L'uomo del treno (artista esordiente: Damekuta) per ascoltarla clicca qui

INCIPIT

Non ho mai sopportato il rumore dei freni. Quelli dei treni quando bloccano le ruote, con uno sforzo che ogni volta ti sembra una violenza, un grido innaturale. Anche quella mattina, deserta, ho sentito un brivido sulle braccia, lungo quanto la frenata che mi arrivava dal finestrino aperto. Scendendo guardai a destra, poi a sinistra, come dovessi attraversare una strada, e toccai il marciapiede con tutta l'insicurezza che gli anni mi avevano lasciato addosso. Ero sicuro che nessuno mi avrebbe guardato scendere. Ero certo, questo si', che la fermata di quel treno riguardava soltanto me. Decisi di aspettare, immobile, con un bagaglio troppo piccolo. Decisi che dovevo esserne certo: sapere che da allora in poi nessuno mi avrebbe cercato. 

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 22:01 | Permalink | commenti (11)
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sabato, 29 gennaio 2005
 

State of Tsui

Squilla il telefono:

Si?

Buongiorno Andrea... è la ***** ( l'Azienda per cui lavoro)

Bunasera Laura, dimmi... esco ora da un cliente...

Andrea... che hai combinato?

Come, "combinato"....? Niente. Sto anche vendendo alla grande... non siete mai contenti...

Non mi riferisco alle vendite... lo sai, sono al centralino...

Allora? Non capisco... dimmi, dai che devo andare da un' altro cliente e poi ho finito...

Purtroppo ti devo passare lui... ti cerca...

Lui chi? Quel lui?

Si...

Ma telefona solo per licenziare, cazzo... ci sarà un' errore...

Temo di no... mi ha chiesto proprio di te...

Vabbè dai... passamelo... sentiamo...

Un attimo, Andrea... stai in attesa... mi dispiace... sai? Se passi da Milano chiamami... stai in linea...

Pronto, Morelli?

Si, buonasera Dott.******, mi dica...

Nelle ultime settimane, ho letto con attenzione le sue mail, di statistiche ordini... le ho trovate insolite...

Insolite? Dott.******, le garantisco che sono molto precise... sto incrementando la zona... può chiedere anche al sig ****

Non sto parlando delle vendite... parlo delle sue mail...

Si certo, Dott. ******, quelle relative agli ordini settimanali...

Chi è Tsui?

Come scusi?

Le ripeto: chi è Tsui?

Ma... è un'amica... una ragazza... che... una donna a cui...

Immaginavo... non ha le idee chiare...

Lei è uno dei nostri migliori funzionari, ma non credevo avesse questo tipo di talento...

Dott. ******, mi scusi ma non la seguo...

Sono quattro settimane che lei manda alla casella della Dott.ssa*****, mia diretta assistente, lunghe mail, appassionate... strazianti... scritte, certo, molto bene, ma poco pertinenti con la nostra Azienda...

Dott.******, credo di aver fatto un grosso sbaglio...

Ne sono certo, Morelli... la Dott.ssa***** è ancora una splendida signora, ma nonna di due simpatiche gemelline...

Dott.****** mi creda, non volevo mandarle alla Dott.ssa*****!

Voleva mandarle a me, allora...

No... certo... si... volevo mandarle i resoconti delle vendite... non capisco come ho fatto...

Lo so che non erano per me... né per la Dott.ssa... si rilassi... però le abbiamo lette... tutte.

Accidenti... io...

La Dott.ssa si commuove sempre... dice che lei scrive cose, che una donna si aspetta di leggere almeno una volta nella vita...

Arrivo in ufficio al lunedì... la trovo abbracciata alla scatola dei fazzoletti, sulla scrivania e penso: anche questa settimana è arrivata la mail del Morelli...

Sono dispiaciuto, Dott.******, come posso scusarmi?

Le inoltrerò stasera stessa i dati delle ultime quattro settimane... e verificherò le impostazioni della posta elettronica... ho installato un programma che mi ha dato dei problemi... credevo che il tecnico avesse risolto... insomma... io...

Le cifre me le ha date l' amministrazione... le pare che per un mese sarei stato senza dati di vendita? Licenzio per una settimana di ritardo, di solito...!

Ecco... appunto... Dott.******... vorrei chiederle...

Non la licenzio, stia tranquillo... sta lavorando bene... però.. devo chiederle un favore...

Dica pure, se posso sarei felice di...

Lo ha già fatto... Ho preso in prestito le sue parole...

Si riferisce alle mail?

Si... io non sono un granchè come scrittore... specialmente quando devo parlare dei mie sentimenti verso una donna... lei invece ha un talento naturale... cito a memoria: sei una donna affilata, che mi attraversa come una lama, senza toccare... o anche: sei liquida, Tsui, liquida come una cioccolata appena fusa... che non si fa consumare... poi quando dice che ogni singola parola che scriverà ora e sempre, sarà dedicata a lei... a quella lei che non conoscerà mai... alla lei che non potrà corteggiare... e con cui non potrà mai addormentarsi... alla lei, cito sempre, che non le scoprirà mai il suo corpo... di cui mai vedrà il dolce sguardo... e con cui assolutamente mai dividerà i momenti di gioia...

Beh, Morelli, che le devo dire... anche noi milanesi abbiamo un cuore... anche noi... soffriamo per amore... ci ha... mi ha... colpito...

Quindi veniamo a noi... e scusi le divagazioni...

Prego Dott. ...

Ho fatto mie, le sue lettere... le ho mandate ad una donna con cui ho avuto una storia, tempo fa... lei è lontana... è fuggita da me, credendo di essere solo un'avventura... capisce, dopo due matrimoni falliti... sono considerato inaffidabile...

Mi manca però... molto...

Quindi ho iniziato a scriverle... cioè a mandarle le sue cose... e ...

E...? dica Dott...

Ha funzionato... lei è molto colpita... mi risponde... mi scrive che mai avrebbe immaginato che io fossi così sensibile... così appassionato... l'ho spiazzata...

Ci incontreremo a Londra... la prossima settimana... alla convention europea... lei lavora per la società che organizza gli eventi...

Sono contento per lei Dott.******

Anche io Morelli... spero di riconquistarla... ho solo un dubbio, devo dirle che non erano parole mie?

No, Dott.******, lei le ha fatte sue... perchè le sentiva giuste per lei... e poi se posso darle un consiglio...

Dica, dica...

Neghi sempre... soprattutto l'evidenza...

Ahah...! E' anche spiritoso... bravo... bravo...

E lei, dica... con questa Tsui? Ma è cinese, giapponese...?

No dottore, è italiana... uso un nome immaginario...

La conquisterà mai? Dovrebbe esserne lusingata...

Credo lo sia... forse... ma no... non la conquisterò mai...

Certo, se continua ad inviarle statistiche di vendita, penserà di avere a che fare con un maniaco... di una particolare specie...

Ha ragione, dottore... la avvertirò... dello scambio... magari non si è accorta, è un'adorabile distratta.... mi dovrò accontentare di scriverne...

Lei ha dei problemi, Morelli...

Si dottore, molti...

La saluto... e... auguri...

Auguri anche a lei...

Buonasera, dottore...

Buongiorno, Morelli...

postato da: glenn63 alle ore 16:14 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 26 gennaio 2005
Se vuoi ascoltare la musica che ho scelto per il post denuncia di Bestio clicca qui (War Memorial) 

IO NON DIMENTICO

 

Non dimenticare.

Perché non è così che si sana la ferita, non così la Vita rimargina il dolore per

l’immonda creazione di Morte che furono i Campi di Concentramento.

 

Il Ricordo è un’arma potente da tenere lucente e affilata, una lama che squarcia

qualunque vigliacco o incosciente tentativo di manipolazione o mistificazione della Storia.

 

La Conoscenza di quella realtà è una crescita evolutiva per le nostre coscienze,

la base per comprendere cosa l’uomo può fare e la misura del percorso evolutivo ancora da compiere.

 

Tutti siamo tentati di rispondere ad un bimbo che ci chiede se i mostri esistono, che sono solo frutto

della nostra fantasia, della paura;

Ma tutti coloro che hanno a cuore un bimbo, non lo lascerebbero mai indifeso e ignaro a percorrere

le strade della Vita.

 

Noi siamo responsabili in quanto appartenenti alla stessa specie, di quello che l’Umanità compie,

ed il Monito che la Storia ci offre è prezioso e restituisce ed amplifica il giusto tributo d’onore e rispetto

ai Martiri di quel epoca,  fino a giungere purtroppo a quelli di oggi.

 

Se avesse Voce il Ricordo per me sarebbe l’urlo delle madri a cui strappavano via i figli;

Se avesse Colore quel Ricordo sarebbe il grigio del cemento delle canne fumarie svettanti nei Lager

Se avesse Odore.. sarebbe quello che la Morte ha nei mattatoi a cielo aperto

Se avesse Tatto sarebbero le scanalature lasciate dalle unghie nelle docce a gas di Auschwitz ..

 

Perché resti solo un Ricordo

Non devi scordarlo Mai

 

Non sia Mai più Quello che è stato

E che sia Legge Uguale per Tutti

Senza distinzioni di Razza, Sesso, Età

 

È la Nostra Memoria

La Nostra Storia

La Nostra Vita

IO NON DIMENTICO

 
postato da: BESTIO alle ore 11:41 | Permalink | commenti
categoria:un mondo senza voce
domenica, 23 gennaio 2005
Per ascoltare la musica scelta per il sottofondo del brano di Glenn63 clicca qui (Volo del Calabrone, violino) 

Exxp. for

Nell'ordine. Mai vista prima di allora. Allora quando? Allora tempo fa. Stasera è allora. Allora è un tempo che fu. Un presente che non accade. Accadrà di incrociare la sua strada. La incrociai allora. Si. Deciso. Allorquando la incrocerò. Mai. Evito accuratamente l'allora preciso. Cambio strada. Giro intorno alle sue orme. Futuro decisamente. Cadenza di voce. Cambio allora. Spremo dalla gola. Zitti zitti. Andrò dove và. Se deve essere fatto. Allora. Sarà fatto. No. Che ci faccio. Allora deve venire più tardi. Duro allenamento. Mi manca il fiato. Ballato una sola estate. Brandeburghese. Mi posso salvare. A corsa. Al più presto. Ti chiamo io. Allora fu. Impossibile. Cembalo. Scusa. Deve ancora arrivare. Mollare mai. Un giorno attraverso i morti. Riflessi tutti nel mio specchio. Messaggi a cui non rispondere. Destinatario sbagliato. Attualmente disperso. Stessa voce. Stesso sole. Suite. La musica copre tutto. Scena vuota. Soltanto uno. A nudo. L'autore. Metà scrive. Metà cancella. Conserva. Per l'allora. Sai?

postato da: glenn63 alle ore 16:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:e la scrittura
martedì, 18 gennaio 2005

IL SENSO DELLA SCRITTURA.

(QUANDO LA SCRITTURA MI FA SENSO)

 

-A volte mi pesa scrivere.-

-Non farlo, allora, nessuno ti obbliga.-

-Grazie, sei davvero incoraggiante, stimolante, è un piacere parlare con te.-

 

Che senso ha scrivere

Qualunque cosa

In giorni come questi?

 

Bruciano le case e i corpi di Beslan

Rivoli di sangue di uomini sgozzati in Iraq

Ancora nascono deformi a Hiroshima e Nagasachi

In Africa si lavora di machete

Ancora puzza il Vietnam di napalm

Qualcuno compra gli organi al mercato

Ho visto schiave nuove sotto i ponti

Minacce per girare il capo altrove

 

Qualunque cosa scrivere

In giorni come questi

Che senso ha

 

E ridere, e piangere..

Piangiamo più spesso per un film che per un uomo in strada

 

Che senso scrivere Qualunque cosa in questi giorni…

 

E poi ti guardi indietro,

neanche troppo lontano,

e vedi anime in fila verso i forni

e coperte infette da regalare agli indios

e pali da infilarci corpi

e croci

e altari a cui sacrificare il bene..

 

scrivere scrivERE scriVERE ScRiVeRe…

 

però parole vere

le ho lette respirate

mi hanno fatto credere, sperare in altri mondi

pure poesie liquide e fresche

bevute avidamente dall’anima assetata

parole libri scritti in quei momenti

mentre qualcuno muore un altro sogna

qualcuno nasce spera vive e scrive.

 

Io scrivo.

Ne ho bisogno.

 

Un pò di luce filtra e squarcia il velo

E amo immaginare di un’altrove

In cui ciò che scriviamo sia reale

E i nostri giorni solo brutti sogni

Da cancellare e riderne nel sole.

 

Grazie. A tutti, davvero.

postato da: BESTIO alle ore 14:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:e la scrittura
lunedì, 17 gennaio 2005

Come ci si accorge di essere innamorati? Vorrei che qualcuno me lo spiegasse...I sintomi sono:

1) Di notte mi sveglio pensando a lei

2) Sentirla al telefono scatena nel mio corpo una serie di brividi ed ansia

3) Quando la vedo i miei occhi starebbero ore nei suoi

4) Al mattino quando apro gli occhi è il mio primo pensiero

5) Penso a lei continuamente, penso ai suoi gesti..a come si conporterebbe fosse qui

6) Quando gli altri parlano di lei il mio viso si illumina.

Ditemelo voi, vi prego.

postato da: Saffonike alle ore 13:59 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 16 gennaio 2005

Questa notizia l'ho trovata su internet, la trovo fantastica e guarda un po' è stato scelto un libro di Roberto Cotroneo, queste ragazze che di comunicazione ne sanno una più del diavolo.

Giuseppina

Più libri più liberi – Un trailer per il libro, proprio come al cinema. La prima esperienza italiana al centro dell’incontro conclusivo della fiera della piccola e media editoria, il 12 dicembre

Il libro? Si presenta con un trailer, proprio come se fosse un film. Cambiano le modalità comunicative della promozione libraria. E cambiano al punto tale da utilizzare linguaggi diversi: l'editoria non è immune alla parola d'ordine della "crossmedialità". Dalla quarta di copertina alle pubblicità in televisione o al dvd, dal passaparola al bookcrossing, dalla classica presentazione del libro alla chat con lo scrittore: esiste uno spostamento progressivo degli assi comunicativi verso canali diversi.
Nasce così, da una "sperimentazione", costruita sull'idea originale di Francesca Fantini e Francesca Nestola per la loro tesi di laurea del corso di Movie design del Politecnico di Milano, e culminato nella realizzazione del trailer promozionale del romanzo Otranto di Roberto Cotroneo, Booktrailer, che sarà al centro degli appuntamenti professionali della giornata conclusiva della Fiera della piccola e media editoria "Più libri più liberi".
Un trailer per il libro. Presentazione del format Booktrailer è infatti il tema dell'incontro previsto, domenica, 12 dicembre, alle 14 nella sala Petrarca del Palazzo dei Congressi dell'EUR. E che presenterà il nuovo modo di fare promozione al libro, attraverso l'esperienza diretta proprio di Francesca Fantini e Francesca Nestola, introdotte e coordinate dal responsabile dell'Ufficio studi di AIE Giovanni Peresson.
L'originalità? Non solo nella formula, ma pure nell'obiettivo. Con un trailer, il lettore può infatti inquadrare fin da subito il genere, le passioni, le sensazioni principali, l'atmosfera del libro: una micronarrazione destrutturata del romanzo - che ne presenta i luoghi, il tema chiave, l'ambiente, alcune caratteristiche dei personaggi, in maniera evocativa -, che diventa così un vero e proprio ponte in grado di colmare la distanza tra autore e lettore.

 

5 dicembre 2004

 
postato da: amicirobertocotroneo alle ore 22:22 | Permalink | commenti
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venerdì, 14 gennaio 2005
Schemi e canoni:

Nello scrivere dobbiamo proprio seguire decaloghi e regole?

 
di Maurizio J. BRUNO - Responsabile del Rifugio

 

Nella prefazione a questa raccolta di articoli, mi ero riservato il solo compito di anfitrione di questa iniziativa. Ma la tentazione è stata troppo forte. So bene di non essere un professionista del mondo del libro, e non avrei quindi alcun titolo per dare consigli ai miei colleghi dilettanti. Tuttavia quello che troverete in questo articolo, state tranquilli, non è farina del mio sacco. Sono invece consigli, regole e controregole, espresse da veri professionisti come Ken Follett e Roberto Cotroneo, e raccolte in rete per voi.
 
Che a spulciare internet si possano infatti scoprire informazioni davvero preziose non è certo una novità. Ma se le informazioni in questione hanno anche una fonte più che autorevole, allora è davvero il caso di farne tesoro.
È il caso ad esempio dei consigli che Ken Follett, senza dubbio uno degli scrittori più popolari e più venduti al mondo, ha voluto mettere a disposizione dei visitatori delle pagine del suo sito ufficiale, ovviamente in lingua inglese.
Un vero e proprio corso di scrittura creativa, a partire dalle stesse pagine di alcuni tra i suoi più famosi romanzi. La notizia era così ghiotta che è stata anche ripresa da Sabina Minardi di Repubblica, che ha riassunto in un decalogo le regole d'oro suggerite dal maestro del "best-seller".
Si tratta, come vedrete, di regole semplici, stringate che, come è ovvio, non hanno trovato la completa approvazione da parte di tutti i colleghi di Follett. Tuttavia i consigli di un autore come Follett, che è riuscito a vendere milioni di volumi in centinaia di paesi, non possono certamente essere ignorati.
Ed è proprio per questo che ho ritenuto opportuno riproporre ai visitatori del Rifugio il prezioso decalogo in questione.
 
Il decalogo di Ken Follett
  1) Prosa elementare, innanzitutto.
Mai scrivere difficile, mai costringere chi legge ad aprire il vocabolario. Perché il principale obiettivo dello scrittore dev'essere quello di far svagare il lettore, di inventare trame avventurose che lo trasportino in un'altra realtà. Il linguaggio non deve rappresentare un ostacolo, e perciò dovrà essere semplice. "La prima regola per uno scrittore è scrivere in modo semplice. Riterrei di aver fallito, se i miei lettori fossero costretti a leggere due volte la stessa frase o la stessa pagina per capirla".
 
2) Definire un progetto.
Mai partire scrivendo "Capitolo I" in testa al foglio. Procedere senza sapere dove si vuol e arrivare è il metodo migliore per perdere tempo e seminare il libro di errori e incongruenze. All'inizio, invece, sarà bene tracciare una scaletta di eventi che guideranno l'autore nel corso di tutta la trama.
 
3) Farsi consigliare da amici e parenti.
Una volta buttata giù una scaletta, bisognerà sottoporre questo indice a diversi tipi di lettori: amici, ma anche lettori professionisti. "Dovreste chiedere sempre, a chi vi sta intorno, che cosa gli piacerebbe leggere". L'idea di base del vostro libro dovrà essere addirittura riassumibile in una sola frase.
 
4) Connotare i personaggi.
Una volta definita l'idea centrale della storia, bisognerà individuare i personaggi, con le loro caratteristiche fisiche ed emotive.
 
5) Il "labor limae".
In un thriller, il lavoro di lima durerà parecchi giorni, perché se un personaggio, nel corso della vicenda, si comporta in un certo modo, tutte le descrizioni precedenti dovranno preparare a quella reazione. Anzi, l'effetto di suspense nel lettore va accresciuto proprio tornando continuamente indietro, man mano che si va avanti nella scrittura, a correggere le scene precedenti per prepararsi a quella attuale.
 
6) Rigore nella documentazione.
La ricostruzione storica dovrà essere fatta con molta attenzione. Per questo, l'attività di ricerca sarà un momento decisivo nella preparazione del libro. Anche perché proprio il vaglio di testi e di fonti è una preziosa occasione di ispirazioni. Follett ammette di servirsi di ricercatori professionisti che gli forniscono non solo dati storici e schede accurate sulle vicende che intende trattare, ma anche testimonianze, indagini personali, interviste e curiosità varie.
 
7) Preparare una sinossi.
Dovrà essere una specie di indice di almeno 25 pagine, e contenere un riassunto dei vari capitoli. A questo punto cominceranno le "consultazioni". Dagli agenti letterari agli amici, dai parenti ai colleghi. L'importante sarà raccogliere più commenti possibili. Alla fine di questa operazione collettiva l'indice andrà probabilmente riscritto, prendendo in considerazione i suggerimenti ricevuti.
 
8) Il primo capitolo.
Per Follett è la parte fondamentale di un libro. Dal momento che da esso dipenderà la scelta del lettore di andare avanti o lasciar perdere il romanzo, ed è lì che concentra quanti più elementi possibili. Uno sforzo nel quale impiega circa sei mesi, più di quanto occorra per scrivere tutto il resto del libro. Da subito va messo in atto un principio basilare di tecnica di scrittura: un radicale colpo di scena ogni quattro, al massimo sei pagine. E l'effetto di legare il lettore è assicurato. Una regola obbligatoria per lo scrittore americano, che confessa di averla appresa da "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austin, e di aver poi ritrovato nei racconti di Dickens.
 
9) Cercare un editore.
Per Follett non è affatto il momento più difficile. "Un buon libro si riconosce", sostiene lo scrittore. "E anche se difficilmente potrà capitarvi ciò che è successo a Nicolas Evans, [ l'autore de "L'uomo che sussurrava ai cavalli" N.d.R.] immediatamente ricontattato da un editore letteralmente impazzito dopo la lettura dei primi due capitoli del suo manoscritto, non dovrebbe essere troppo difficile farvi fissare un appuntamento da un agente". Buttatevi dunque a capofitto nella nostra Pagina degli Editori, e... buona fortuna!
 
10) L'anima del successo: la pubblicità.
Non ha nulla a che fare con le tecniche di scrittura, ma Follett la include tra i segreti del successo. La pubblicità, nel suo caso, comincia già dopo aver completato la scrittura del primo capitolo. Da quel momento, agenti, editori, collaboratori, iniziano la promozione del libro. E lui stesso trascorre circa due mesi tra Stati Uniti ed Europa per parlare della sua prossima pubblicazione e stringere accordi di distribuzione. È un po' quello che suggerisce anche il nostro Luca Masali nel suo articolo Autori e Editori. L'avete letto? No? Non fatevelo sfuggire: è davvero illuminante.
 
Beh, il decalogo di Follett termina qui. Se qualcuna di queste regole vi ha un po' sconcertato, e non vi trova pienamente d'accordo non preoccupatevi, non siete soli: è successo anche a Roberto Cotroneo, autore italiano di successo, presente anche nella nostra pagina degli Amici Famosi che ha polemizzato a distanza con Follett sulle stesse pagine di Repubblica.
 
"Macché consigli di Follett: i libri si scrivono da soli... " ha commentato lo scrittore e critico italiano "Niente insegnamenti, la scrittura è talento. Più che insegnare a scrivere si può solo insegnare a non commettere degli errori. Si può spiegare, per esempio, cosa non fare quando si scrivono i dialoghi, come evitare certe incongruenze, come documentarsi sul periodo nel quale si ambienta un testo, come differenziare le voci in modo che il lettore capisca che a parlare sono personaggi diversi, e come non eccedere nel differenziarle. Ma dall'insegnare ad evitare gli errori, ad insegnare come creare un testo di qualità letteraria il passo è enorme, perché questo dipende dai talenti individuali". E' lo stesso concetto che ha espresso la nostra Lori Marchesin Boer nel suo articolo Arte o mestiere: un corso di scrittura può solo aiutare a far venir fuori quello che un autore ha dentro. Se ce l'ha!
 
Cotroneo, decisamente scettico sulla possibilità che si possa insegnare a scrivere un best-seller, commenta ancora, sempre sulle pagine di Repubblica: "Quello di Follett è un modo molto "americano" di affrontare la scrittura. Non credo che si possa insegnare come non far calare la tensione in un thriller".
E lo scrittore italiano non è neppure d'accordo [come il sottoscritto d'altra parte, la cui opinione vi invito però a non prendere in considerazione] sulla necessità di avere in mente l'intero disegno del libro al momento di cominciare a scrivere... "Non ho quasi niente in mente all'inizio di un libro. I libri si scrivono da soli, e si formano da soli mentre li scrivi. Questo è assolutamente fondamentale".
Tuttavia Cotroneo non considera completamente inutile, per un aspirante scrittore, la possibilità di frequentare un corso di scrittura creativa: "A livello di curiosità intellettuale può essere interessante. Purché con un certo senso critico. Le scuole offrono la possibilità di confrontarsi con qualcuno con più esperienza. Ma con la libertà di decidere, alla fine del corso, di buttare via tutto quello che si è ascoltato e continuare per la propria strada. Io però non ho mai frequentato corsi del genere, anche perché nel periodo in cui ho cominciato a scrivere non ne esistevano".
 
E così abbiamo sentito le due campane. Che fare, allora?
Seguire i consigli di Follett, ed in generale le regole fornite dai corsi di scrittura creativa, o tirare avanti per la propria strada, senza bisogno di regole?
Il fatto è, secondo me, che i consigli lasciano sempre un segno, anche quando si decide di non seguirli. E questo è spesso un bene. Quindi la mia opinione, prendetela per quello che vale, è quella che sia proprio giusto ascoltare, leggere e memorizzare i consigli, le regole e le norme che di tanto in tanto i "professionisti del settore" tirano fuori per noi dilettanti. Ma occorre poi crearsi un proprio stile, una propria tecnica di scrittura, e perché no, un proprio decalogo, che conterrà regole che ci siamo inventati da noi e regole che abbiamo acquisito da altri, come Follett dalla Austin, e che sembrano adattarsi bene al nostro modo di scrivere. Un decalogo dal quale saranno però escluse tutte quelle norme che fanno decisamente a botte con la nostra creatività.
In ultima analisi, secondo me, l'importante è operare sempre con grande professionalità, e quindi secondo una regola, una metodologia. Che sia una metodologia personale o acquisita dall'esterno non ha importanza, purché ci impedisca di girare in tondo e di sprecare il nostro tempo e il nostro talento. Il tutto senza tralasciare mai di aver sempre chiari in mente i propri obiettivi letterari. 
  
 
postato da: amicirobertocotroneo alle ore 23:06 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 14 gennaio 2005
Che cosa puoi fare come scrittore

Aiutaci a salvare le ultime foreste primarie della terra. Per la prima volta nella storia dell'editoria, gli autori e gli editori si uniscono per eliminare la carta derivante dalle foreste primarie dai loro libri convertendosi ad alternative ecologicamente sostenibili inclusa la carta riciclata e la carta con certificazione FSC - Forest Stewardship Council. Ti invitiamo ad unirti a questa iniziativa.

L'Italia è un importante importatore di legname e carta di provenienza illegale. Una recente ricerca di Greenpeace ha confermato il fatto che l'Italia impiega carta e cellulosa proveniente da imprese indonesiane coinvolte nella distruzione delle ultime foreste pluviali del paese, così come dai tre giganti internazionali della carta, Stora Enso, UMP Kymmene e M-Reel che acquistano legname tagliato nelle regioni delle foreste primarie finlandesi e russe, habitat di molte specie minacciate di estinzione [ vedi approfondimento ].

Per questo ti chiediamo di aiutarci a cambiare tale situazione. Gli autori hanno una opportunità unica di dare un contributo positivo per porre fine alla distruzione delle foreste primarie. Greenpeace è convinta che gli Autori possono aiutare ed intervenire direttamente per cambiare la situazione attuale. Ti proponiamo di impegnarti affinché il tuo prossimo libro sia stampato su carta non proveniente da foreste primarie.Anche i tuoi lettori apranno apprezzarlo: un'indagine svolta da Greenpeace dimostra infatti che la maggioranza dei lettori vorrebbe acquistare libri stampati su carta amica delle foreste. In Canada ciò sta già avvenendo [ Market Initiative ].

Comunicaci la tua adesione all'indirizzo foreste@greenpeace.it

Appello congiunto degli autori italiani

In tutto il mondo gli scrittori si schierano con Greenpeace per la protezione delle foreste primarie. In Italia sono numerosi gli autori che hanno sottoscritto il seguente appello:

" Io, insieme ad altri autori, mi preoccupo per la distruzione delle foreste primarie. Credo che l'industria editoriale, con l'uso che fa della carta, contribuisca alla deforestazione. Credo che ciò possa essere evitato se l'editoria si impegnerà ad usare carta non proveniente dalle foreste primarie. Vorrei anche che gli editori si impegnassero attivamente con i fornitori per farli approvvigionare da foreste sostenibili come quelle certificate dal Forest Stewardship Council - FSC. Firmando l'appello congiunto degli autori, mi impegno a raggiungere attivamente i seguenti obiettivi:

Pubblicare il mio prossimo libro su carta "non proveniente da foreste primarie".
Incontrare il mio editore e convincerlo a non usare carta derivante da foreste primarie. Lo incoraggerò ad utilizzare carta proveniente da fonti sostenibili come il FSC.
Impegnarmi con l'industria editoriale, in quanto parte della rete degli autori, per far cessare l'uso della carta derivante da foreste primarie ed incoraggiarla ad usare carta proveniente da fonti sostenibili come il FSC".

Firmato:

Aldo Nove, Andrea De Carlo, Angelo Ferracuti, Anna Maria Carpi, Beppe Sassu, Carlo Grande, Dacia Maraini, Dario Voltolini, De Michele, Edoardo Albinati, Elisabetta Rasy, Enrico Brizzi, Enrico Rammert, Enzo Siciliano, Eraldo Affinati, Erri De Luca, Fernanda Pivano, Filippo Casaccia, Francesca Ferrua, Francesca Piazzola Vitobello, Francesca Sanvitale, Fulvio Abbate, Gabriella Sica, Giancarlo De Cataldo, Gianpaolo Racca, Giovanni Dal Ponte, Girolamo De Michele, Gudrun Dalla Via, Kuki Gallmann, Lidia Ravera, Lisa Ginzburg, Lorenzo Pavolini , Luciano De Crescenzo, Marco Bellotto, Maria Ida Gaeta, Maria Venturi, Marinella Correggia, Mario Rivelli, Maurizio Maggiani, Niccolò Amanniti, Otto Gabos, Girolamo, Riccardo Brun, Roberto Cotroneo, Roberto Ferrucci, Rosetta Loi, Rudy Ghedini, Sandra Petrignani, Sandro Veronesi, Sandrone Dazieri, Silvia Mucci, Stefano Benni, Ugo Riccarelli, Valerio Evangelisti, Veronica Bonelli, Wu Ming.
 Notizia trovata su internet da Giuseppina
postato da: amicirobertocotroneo alle ore 18:46 | Permalink | commenti
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venerdì, 14 gennaio 2005

Per chi fosse interessato la nostra amica Gardenia ci segnala il seguente concorso di poesie e racconti:

Avviso di servizio
Se siete interessati a un premio letterario, telefonate al n.0386/61159 (ore ufficio), n.0386/41861; n.0386/61519 e riceverete dettagliate informazioni sul Terzo Premio Nazionale di Poesia e Prosa Stagionalia, promosso dall’Università Aperta di Sermide, dal Lions Club di Ostiglia e dal Comune di Sermide (MN).
1)Il premio si articola in due sezioni:
Sezione A: poesia inedita in lingua italiana di massimo 30 versi. Le poesie presentate possono essere due.
Sezione B: racconto breve inedito in lingua italiana (max 4 cartelle, ciascuna di non oltre 30 righe).I racconti presentati possono essere due.
2) Il tema del premio è Stagionalia
3)Ogni lavoro dovrà essere inviato in 5 copie dattiloscritte, di cui una solo recante nome, cognome, indirizzo, numero telefonico dell’autore, firma autografa a garanzia dell’autenticità e per accettazione del regolamento. È ammessa la partecipazione ad entrambe le sezioni.
4)Gli elaborati dovranno pervenire al seguente indirizzo: Premio Stagionalia- casella postale aperta – 46020 Carbonara di Po (MN) entro e non oltre il 15 marzo 2005.
5)La quota di partecipazione è stabilita in euro 15, 00 per ogni sezione e va inviata tramite C.C.P. 24527244 intestato a Longhini Zibordi 46020 Carbonara i Po (MN); allegare al plico la ricevuta o fotocopia della stessa per l’avvenuto versamento.
6) Saranno premiati due liriche e due racconti, prescelti dalla giuria, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile.
7) La commissione giudicatrice è composta da Matteo Collura presidente, Alberto Cappi, Grazia Giordani, Gianna Vancini.
8)I vincitori riceveranno i seguenti premi: euro 1.000.00 (mille) a ciascuno dei vincitori delle due sezioni; euro 500,00 al secondo classificato di ogni sezione. Sono previsti attestati e menzioni. Si prevede la pubblicazione delle opere vincitrici e segnalate.
9)La cerimonia di premiazione si terrà Domenica 29 maggio 2005, alle ore 16 a Villa Schiavi in Sermide (MN).
10) Dell’esito del concorso sarà data comunicazione, per mezzo di raccomandata, solo ai vincitori, e i premi dovranno essere ritirati personalmente dagli autori, o da loro delegati.
11) I lavori non saranno restituiti e il comitato si riserva la facoltà di pubblicare le opere segnalate.
12)La partecipazione al premio presuppone l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente bando. 

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