giovedì, 31 marzo 2005

"Fidati di chi ama leggere,

fidati di chi porta sempre con sé

un libro di poesie.

Guarda con sospetto chi ti dice

che non ha tempo,

che la letteratura è una bella cosa,

che quando si è giovani

si può leggere ma poi...

Mente, non gliene importa nulla.

Mente sapendo di mentire."

Roberto Cotroneo

postato da: NyFrigg alle ore 08:08 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 25 marzo 2005

BUONA PASQUA

 

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 21:28 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 20 marzo 2005

“La Tav? Un affare ma per pochi amici”


di Niccolò
Zancan


da "La Repubblica" del 13 marzo 2005


Professor Claudio Cancelli, lei insegna fluidodinamica ambientale al Politecnico (di Torino N.d.N.) e si oppone alla Tav (linea Torino Lione N.d.N.). Perché siete in così pochi a criticare l’alta velocità?


Non voglio dare una risposta arrogante. Ma la copertura mediatica e il bombardamento di notizie imprecise è impressionante.


Quali sono tre concetti che vuole far passare?


L’alta velocità non corrisponde alle reali esigenze delle persone. Il costo dell’opera è esorbitante, già cinque volte superiore alla spesa prevista. È un’opera del tutto inadatta alla configurazione geografica e alla distribuzione degli abitanti.


Cosa le dà più fastidio?


Pensavo che ci fossero sedi tecniche in cui discutere in base ai fatti e ai numeri. Non è così. Decide la politica.


Può spiegare meglio il concetto?


Il piano generale dei trasporti dell’89 formulato dagli specialisti della lobby ferroviaria aveva escluso l’alta velocità. Poi è ricomparsa in sede di governo. Ora è un progetto a priori, enfatizzato con tutti gli strumenti della propaganda.


Dicono che sia un’opera necessaria.


Sì, ma non spiegano a cosa. Le motivazioni cambiano continuamente. Prima doveva servire al trasporto dei passeggeri. Poi si sono resi conto che sulla Torino – Lione viaggia pochissima gente, al punto che gli unici due treni diretti sono stati aboliti. Allora hanno detto che serviva per incrementare il trasporto merci su rotaia.


A quel punto cosa hanno fatto?


Hanno affidato a una società molto quotata, la Setec Economie, il compito di valutare i benefici dell’opera. Pur cercando ovviamente tutte le ipotesi più favorevoli al committente, gli specialisti della Setec hanno concluso così: grazie alla Tav la percentuale di traffico merci su rotaia passerà dal 39,8 per cento al 40,2 per cento. Ho una copia di questo documento.


Allora cosa hanno detto?


Hanno cambiato ancora il motivo per giustificare l’opera: “Dobbiamo fare l’alta velocità perché così vuole il protocollo di Kyoto”.


Secondo lei mentono?


Hanno messo in piedi un affare straordinario. Il marchingegno è diabolico: una società di diritto completamente privata – la Tav S.p.A. – è completamente coperta da denaro pubblico.


Dicono che l’alta velocità serva a rilanciare l’economia del Piemonte.


A questo proposito Marco Ponti, titolare della cattedra dei Trasporti al Politecnico di Milano, ha fatto bene i calcoli. L’alta velocità è un enorme investimento che produce impoverimento. Il guaio è che da quando lo ha detto non lo invitano più da nessuna parte.


Torino cosa fa?


Il salotto buono è innegabilmente tutto a favore dell’opera.


Perché?


Per i prossimi vent’anni avranno lavoro garantito per i figli, gli amici e gli amici degli amici.


postato da: amicirobertocotroneo alle ore 13:13 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 15 marzo 2005

Falsi d'autore
di Roberto Cotroneo

da:
"L'Unità"

Non è che se una si chiama Alessandra Mussolini, ed è la nipote del Duce, e ha un ruolo politico, ma anche un'immagine pubblica un po' naif, verace e variopinta, che ricorda troppe volte quelle di un'attrice da sceneggiata, insomma, non è che se sei Alessandra Mussolini quello che è accaduto nei giorni scorsi va preso per una storia buona per la cronaca e niente di più.


Perché è pur vero che il partito di Alessandra, è chiaramente un partito
di ispirazione neofascista; ed è vero che il suo ruolo politico in questo
paese, culturalmente soprattutto, non può che essere marginale. Ma il suo
movimento, la sua lista non può partecipare alle prossime elezioni regionali perché le firme sono false. E questa è una brutta storia, perché è evidente che qualcuno quelle firme false ce le ha messe apposta. Ed è evidente che un movimento che poteva contare fino all'8 per cento dei voti nel Lazio, non aveva certo bisogno di falsificare le firme.


E allora cosa è accaduto? Tutti i complotti del mondo possono essere presi in esame, avrà importanza per chi dovrà indagare su questa storia. Rimane però la certezza che qualcuno lo ha fatto, e probabilmente lo ha fatto perché quella lista dava fastidio. Quell'8 o 9 per cento poteva cambiare profondamente il risultato delle elezioni nel Lazio.


Ma certamente questo episodio il risultato lo cambierà comunque, perché mette in luce un pericolo. Il pericolo che come è accaduto oggi alla Mussolini con la sua lista, possa accadere con tutte le altre liste. L'idea che la battaglia politica non si combatte con i voti, con le idee, con i progetti, con la capacità di comunicare efficacemente, ma si combatte con il sotterfugio, con l'imbroglio, con delle manovre oscure che mirano a spiazzarti completamente, che mirano a farti fuori. Io vado al comitato elettorale, dichiaro di essere qualcun altro, possibilmente famoso, firmo al posto di costui. E poi faccio sapere a tutti che quel noto personaggio ha firmato per quella lista. Il noto personaggio, che non ha mai firmato, smentisce decisamente. E ovviamente viene inficiato tutto. Questo è killeraggio vero e proprio. Utilizzando un'arma micidiale, che è quella della falsificazione e della menzogna. E certamente Alessandra Mussolini starà prendendo le sue contromisure, e si rivolgerà alla
magistratura per fare chiarezza e per fare giustizia. Peccato che sia tardi, e che lo scopo prefissato sia stato raggiunto pienamente.


Ora bisognerebbe chiedersi perché questa storia non ha indignato abbastanza, i giornali di destra come quelli di sinistra, perché soprattutto non è corso un brivido lungo la schiena di chiunque di fronte a una certezza: con poche mosse azzeccate si può fare fuori un avversario. Con poche menzogne messe ad arte si può cambiare la geografia politica di questo paese. Si può non condividere nulla di quello che dice pensa e vuole fare Alessandra Mussolini. Ma l'idea che lei non possa democraticamente presentarsi e contare i suoi voti fa impallidire veramente. Come finirà questa storia è davvero difficile dirlo.
Come è finito questo paese è sotto gli occhi di tutti. Una cosa del genere,
prima mai accaduta, è il segnale di una corruzione profonda, di una
scorrettezza che non ha eguali. E la pigrizia nel denunciarlo fino in fondo si basa su un equivoco antivoltairiano: confondere principi etici e idee. Pensare che se uno ha un'idea per nulla condivisibile conti un po' meno delle idee che sentiamo più vicine. Ma cosa sarebbe accaduto, ed è proprio il caso di chiederselo, se anziché la Mussolini, fosse stata esclusa una lista diversa, magari persino una lista della sinistra? Chiediamocelo, perché domani potrebbe accadere anche questo, e non deve e non può essere possibile. Se vogliamo rimanere un paese democratico.

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 22:01 | Permalink | commenti (5)
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sabato, 12 marzo 2005

Leggi e Vota!


da: http://www.eallora.org


Gli allievi del corso di narrativa del Centro Lab di Roma di Franco Rina, sono stati invitati dai loro due maestri, gli scrittori Cinzia Tani e Roberto Cotroneo, a scrivere un racconto sulla disabilità. Il Segretariato Sociale della RAI ha fornito tutta la documentazione scientifica di supporto. Ogni allievo si è cimentato affrontando una disabilità diversa, ambientando la storia in un diverso paese del mondo. Unico vincolo di carattere creativo, l'obbligo di far ruotare il racconto intorno ad una riflessione sul proprio compleanno: un modo originale per riflettere sul senso della propria vita.


Leggi i racconti e vota quello che più ti piace.


Per partecipare al concorso devi semplicemente mandarci una e-mail con una tua riflessione sul tema di non meno di 15 righe e di non più di 30. Le e-mail più interessanti, più significative, meglio scritte, verranno selezionate da una giuria composta da illustri personalità del mondo culturale, artistico, istituzionale, accademico. Tra le e-mail selezionate dalla giuria verranno estratti a sorte i premi in palio.

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 18:24 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 08 marzo 2005

INFORMAZIONE A CHE PREZZO


In questi giorni di polemiche e interrogativi, dove spesso l'aspetto ideologico-politico ha il sopravvento, abbiamo scelto di spegnere i media e accendere la coscienza. Ponendoci un forte quesito morale.


La morte di Nicola Calipari - che sia avvenuta per agguato o per fatalità - è l'estrema conseguenza di un percorso che riteniamo inaccettabile.


Crediamo che se il rischio per un'informazione veritiera fosse stato circoscritto a Giuliana Sgrena, l'avremmo accettato come atto eroico. Come sacrificio di sé in nome del proprio ideale. In casi come questo, però, il rischio è automaticamente esteso ad altre persone. E l'eroismo diventa incoscienza in una situazione pericolosa. Crediamo che la guerra sia stata il terribile sfondo per una scelta - quella della verità ad ogni costo - che non condividiamo.


Se per raggiungere un buon fine si usa un mezzo sbagliato, il fine, per quanto giusto, perde tutto il suo valore. Crediamo che l'informazione non valga il rischio di una vita. È un prezzo troppo alto.


Chiken e NyFrigg


postato da: amicirobertocotroneo alle ore 21:42 | Permalink | commenti
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sabato, 05 marzo 2005

Giuliana Sgrena è libera.

Assassinato il suo liberatore


da "Il Manifesto"




Nicola Calipari, il funzionario del Sismi che ha fatto da mediatore per la liberazione di Giuliana Sgrena è stato ucciso dai colpi esplosi da un blindato delle truppe statunitensi  contro l’automobile dei servizi segreti italiani che trasportava Giuliana verso l’aeroporto di Baghdad. Nicola Calipari l’ha salvata due volte: l’ultima, riparandola col proprio corpo durante la sparatoria. Nato a Reggio Calabria, aveva 50 anni, era sposato e padre di due figli, una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 13. In polizia da oltre vent'anni, Nicola Calipari aveva reso possibile anche la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta. 




Giuliana è stata liberata e sta bene, arriverà questa mattina a Roma dove sarà ricoverata in ospedale. Nel viaggio in automobile che la portava ieri sera verso l'aeroporto di Baghdad e verso di noi la sua vettura è stata colpita dal fuoco degli americani. E' stata ferita, in modo non grave, insieme ad altre due persone. Nicola Calipari del Sismi è rimasto ucciso. Il Dipartimento di Stato Usa ha espresso il proprio «rammarico» per l'incidente avvenuto a Baghdad.
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venerdì, 04 marzo 2005

RIVOLUZIONE

CULTURALE





Ieri ho ricevuto una chiamata da Londra. Era D. Uno studioso che conosce la sua importanza e nonostante ciò accetta di vivere ai margini. Uno che di “uova di Colombo” ne ha tantissime e lotta per essere ascoltato. Un uomo che vive in funzione delle sue scoperte ed è ascoltandolo che ci si rende conto di aver a che fare con un genio. Attorno a lui persone come me. Tanti Nessuno. Che ascoltano, sperimentano, capiscono. Tutto è appena iniziato, la strada è lunga e non sarà facile. Eppure funziona. E’ inevitabile. E’ la rivoluzione. I libri sono le nostre armi.


NyFrigg

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 11:25 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 02 marzo 2005

C’era una volta un castello.


In una terra ricca e affascinante, dove la popolazione aveva a disposizione tutto il necessario, e
anche di più, c’era un castello senza un Re. O meglio, il Re c’era stato, ma ad un certo punto partì per un viaggio. Prima di partire radunò tutti i servitori per dire loro che il suo non sarebbe stato un lungo viaggio. Durante la sua assenza loro avrebbero dovuto occuparsi non solo del castello, ma anche dei suoi compiti di Re. Con piena fiducia li lasciò e partì.


I servitori cercarono di gestire il castello al meglio, ma più il tempo passava, più cominciavano a capire che il Re non sarebbe più tornato. Nessuno osava esprimere il proprio disagio ma si sentivano un po’ traditi, un po’ abbandonati, e i più giovani non capivano. Finché uno di loro, Farolit, prese
coraggio e parlò. Giuseppina, che fino ad allora aveva magistralmente coordinato il lavoro di tutti, capì la situazione e decise di lasciare il
castello. Tutti la seguirono e insieme costruirono un castello nuovo, dove il
ricordo del Re non li avrebbe più tormentati.


Giuseppina però, convinta che il Re non tornava per causa sua, diede il mazzo di chiavi a NyFrigg, si raccomandò con lei e partì.


NyFrigg sono io. E ho deciso che il castello resta aperto anche se il Re non torna più. Perché credo ne valga la pena. E forse perché ho nostalgia del Cotron Club. O forse perché Roberto Cotroneo l’ho conosciuto davvero.


Senza nulla togliere a Focolai Di Scrittura Periferica, raccolgo l’invito e mantengo la promessa. Giuseppina, grazie.


NyFrigg

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 11:26 | Permalink | commenti (9)
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