“La Tav? Un affare ma per pochi amici”
di Niccolò
Zancan
da "La Repubblica" del 13 marzo 2005
Professor Claudio Cancelli, lei insegna fluidodinamica ambientale al Politecnico (di Torino N.d.N.) e si oppone alla Tav (linea Torino Lione N.d.N.). Perché siete in così pochi a criticare l’alta velocità?
Non voglio dare una risposta arrogante. Ma la copertura mediatica e il bombardamento di notizie imprecise è impressionante.
Quali sono tre concetti che vuole far passare?
L’alta velocità non corrisponde alle reali esigenze delle persone. Il costo dell’opera è esorbitante, già cinque volte superiore alla spesa prevista. È un’opera del tutto inadatta alla configurazione geografica e alla distribuzione degli abitanti.
Cosa le dà più fastidio?
Pensavo che ci fossero sedi tecniche in cui discutere in base ai fatti e ai numeri. Non è così. Decide la politica.
Può spiegare meglio il concetto?
Il piano generale dei trasporti dell’89 formulato dagli specialisti della lobby ferroviaria aveva escluso l’alta velocità. Poi è ricomparsa in sede di governo. Ora è un progetto a priori, enfatizzato con tutti gli strumenti della propaganda.
Dicono che sia un’opera necessaria.
Sì, ma non spiegano a cosa. Le motivazioni cambiano continuamente. Prima doveva servire al trasporto dei passeggeri. Poi si sono resi conto che sulla Torino – Lione viaggia pochissima gente, al punto che gli unici due treni diretti sono stati aboliti. Allora hanno detto che serviva per incrementare il trasporto merci su rotaia.
A quel punto cosa hanno fatto?
Hanno affidato a una società molto quotata, la Setec Economie, il compito di valutare i benefici dell’opera. Pur cercando ovviamente tutte le ipotesi più favorevoli al committente, gli specialisti della Setec hanno concluso così: grazie alla Tav la percentuale di traffico merci su rotaia passerà dal 39,8 per cento al 40,2 per cento. Ho una copia di questo documento.
Allora cosa hanno detto?
Hanno cambiato ancora il motivo per giustificare l’opera: “Dobbiamo fare l’alta velocità perché così vuole il protocollo di Kyoto”.
Secondo lei mentono?
Hanno messo in piedi un affare straordinario. Il marchingegno è diabolico: una società di diritto completamente privata – la Tav S.p.A. – è completamente coperta da denaro pubblico.
Dicono che l’alta velocità serva a rilanciare l’economia del Piemonte.
A questo proposito Marco Ponti, titolare della cattedra dei Trasporti al Politecnico di Milano, ha fatto bene i calcoli. L’alta velocità è un enorme investimento che produce impoverimento. Il guaio è che da quando lo ha detto non lo invitano più da nessuna parte.
Torino cosa fa?
Il salotto buono è innegabilmente tutto a favore dell’opera.
Perché?
Per i prossimi vent’anni avranno lavoro garantito per i figli, gli amici e gli amici degli amici.