lunedì, 30 gennaio 2006

MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA PER PRINCIPIANTI

di ROBERTO COTRONEO

"questo libro è dedicato al ricordo e alla memoria di Peppo Pontiggia"

 LEZIONE 6

LA DIGRESSIONE

Del perché sia importante la digressione nella narrativa. E a cosa serve la digressione. Di che cosa sia la digressione di primo e di secondo grado. Di come si inseriscono le digressioni nel testo narrativo.

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sabato, 28 gennaio 2006

Televideo, il regime entra
in casa senza far rumore

Il «dosaggio» delle notizie a favore del premier
è studiato. E spesso quelle a lui negative non compaiono


di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" del 27 gennaio 2006

Come la chiamiamo? La carica del 101. Nel senso del numero che bisogna digitare sulla televisione per avere l'Ultimaora del Televideo? C'è poco da scherzare, qui non siamo solo al regime. Se fosse soltanto un regime sarebbe più facile da spiegare. Persino più semplice. Un regime dà ordini, chi non obbedisce paga delle conseguenze. E tutto finisce in questa dinamica violenta, in questa dinamica di forza. Invece nella Rai dell'informazione controllata non è così, in Rai, spesso i comportamenti obbediscono a regole per nulla nette, a regole mai dette, che mescolano assieme il desiderio di compiacere la politica, e naturalmente la maggioranza di governo, con la capacità di non vedere quello che piano piano sta avvenendo. Per chi legge questo giornale, o la fa dai luoghi più lontani dalla Roma del potere, è facile capire. Basta guardare telegiornali, trasmissioni di informazione e soprattutto il Televideo. Ma per quel lettore è impossibile intuire le facce, le frasi dette a mezza bocca, le telefonate improvvise. E se è vero che l'informazione sta tutta in un luogo periferico di Roma che si chiama Saxa Rubra, è nel quartiere Prati, nei bar vicini a piazza Mazzini, dove sta ancora la direzione generale e la presidenza della Rai, che si dicono le cose, si va e si viene, si ascoltano i racconti. E piazza Mazzini, per chi non lo sapesse, è una piazza circolare, dove ormai si gira in tondo, esattamente come in un girone dantesco.
Pochi giorni fa abbiamo raccontato le vicende di "Uno mattina". Adesso vi raccontiamo quelle di "Televideo". Sì, proprio quel televideo che accendiamo con le nostre televisioni, che sembra neutro: notizie simili a quelle delle agenzie di stampa, quelle dell'ultima ora, quelle del numero 101, o le più importanti nella pagina dei titoli. Televideo è un altro tassello del cavaliere. Un tassello di cui non gli sfugge un elemento. È visto, letto in questo caso, da due categorie di persone, che sono agli antipodi: i giovani tra i 16 e i 20 anni, e i pensionati. Ovvero una generazione che andrà a votare, e spesso non sa ancora per chi, e quelli che - anche per motivi generazionali - costituiscono un elettorato moderato e persino incerto. La posta in gioco è questa. E la posta in gioco di Televideo è sfuggente, difficile da afferrare, perché è un misto di televisione e di testo. Ci vogliono guide attente, informazioni sottili per capire cosa succede. Roba da semiologi della notizia.

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venerdì, 27 gennaio 2006






Esiti, attentamente osservi,
poi desisti. A sorpresa
fai un passo verso me
tremando; poi svanisci.

      Io, con l’animo avventato,
     dapprima ti respiro forte
   come se fossi aria nuova;
 poi al cuore un soffio 
di sospetto sussurra 
che tu potresti essere 
semplicemente vento.

                Un vento forestiero
           che avvolge senza monito
          quei pensieri ponderati
               che sanno difendere.
                Un vento passeggero
         che senza indugi stravolge
       paesaggi lucidi e poi lascia
           gelo e case scoperchiate 
                 dietro la sua fuga.

Io vorrei essere capace
di dubitare fino in fondo
di quest’ardore fuori stagione 
ma tu, anelito perturbante,
già batti forte adesso
su questi lividi amorfi
che non hanno più tatto.

Sospiri, distrattamente guardi,
poi insisti. A sorpresa
ti sporgi verso me
ansimando; poi finisci.

          Così come fa il vento,
           così come fa l’amore.

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martedì, 24 gennaio 2006

L’odore del mare quel pomeriggio era acre,

 la sabbia fredda e sottile. Seduto accanto a me

Edo prese un piccolo bastoncino, e con il bastoncino

si mise a disegnare stanze sulla sabbia.

Le stanze dove saremmo stati sempre assieme.

QUESTO AMORE

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 23:13 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 24 gennaio 2006

Sulle tue mura ho battuto
la testa, l’ebbrezza puerile
di un sesto senso deviato,
dopo che queste mani
hanno sfrondato parole
avventizie e l’edera
delle tue confidenze
ornamentali.

Poi ho smesso di atteggiarmi
a giardiniere fra le tue
distese imboscate.

E ora fiuto primavera
dentro quest’inverno
di pelle adamantina,
senza contatto fra me
e il candore della neve,
ma intravedo le crepe
tra le tue difese
e germogliare preludi
di splendente fiducia.

Io già respiro il volo
inventato di crisalide
(in)consapevole.

Sospinto da uno slancio
di folgorazione, mi sporgo
verso te ed oltre
le distanze incastrate
nella ruota del tempo
e già dimentico il vento
contro un cuore migratore
e la muta lacerante
delle utopie.

Io ho già dimenticato
di avere le ali
tarpate.

postato da: Sertan alle ore 09:31 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 23 gennaio 2006

MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA PER PRINCIPIANTI

di ROBERTO COTRONEO

"questo libro è dedicato al ricordo e alla memoria di Peppo Pontiggia"

 LEZIONE 5

IL DIALOGO

Dei vari modi di scrivere un dialogo. Del dialogo asciutto e secco. Di come aggiungere elementi narrativi nel dialogo. Della veridicità del dialogo. Delle difficoltà e degli errori da evitare. Del saper rendere riconoscibili e diverse le varie voci che fanno parte del dialogo. Del rischio di essere didascalici. Della solita domanda: dialoghi lunghi o dialoghi brevi? E soprattutto di cosa fare quando non sia molta esperienza.

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 13:12 | Permalink | commenti
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sabato, 21 gennaio 2006

Una serata così, di quelle con fardelli di passato pesanti come macigni, di quelle che non fai capitare troppo spesso per paura di non poterne più fare a meno. Certe storie sono sempre diverse e uguali, e sempre migliori e uniche, è il tuo migliore amico che non esiste per essere stati mai amici, è il tuo migliore amico che non c'è e sa tutto di te e di quello che vivi, di te e di com'eri, di te e di quello che sei, certe serate che non capitano mai a caso, dopo pomeriggi intrisi di memoria e futuro, e riflessioni e ma e se, certe serate in cui senti che è giunta l'ora di riappropriarti della tua vita, la tua vita che hai sempre avuto per avere sempre lottato, voci da battaglia per sentirsi dire che essere pesante è sempre meglio che non vivere, che raccontare è sempre meglio che tutelare se stessi, se questo è tutelare. Sto approfittando di uno spazio che mi è stato donato, ma pensando a queste parole è l'unico luogo che mi è venuto in mente, ho approfittato di un momento di leggerezza, dopo così tanto tempo, quel tempo impegnato ad asciugare certe ferite, troppo difficili da capire anche per chi se le intesse addosso. E quando già da piccola pensi di essere grande, con madri e mogli, forti e temerarie, dopo che una vita nata dentro è volata, tutto il tempo che vuoi, e tutte le serate così che vuoi, non lasciano il tempo che trovano ma ritornano con cadenza quasi opprimente, soffocante, e alla fine c'è lui ma ci sei solo tu, come sempre, come è sempre stato pur quando cercavi che fosse diverso, ci sei tu, solo tu sulle tue spalle rigide come gesso, e non vedi una fine nè un addio, ma va bene così, poco importa, dire sì all'istante che vale una vita intera, senza rimpianti, questo importa. Addio caro amico mio, sarà quella volta dell'anno che verrà!!

Grazie per l'invito a tutti gli amicidirobertocotroneo!

postato da: LAfricanA alle ore 04:01 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 19 gennaio 2006

Il 7 febbraio 2006

QUESTO AMORE

postato da: NyFrigg alle ore 13:48 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 16 gennaio 2006

MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA PER PRINCIPIANTI

di ROBERTO COTRONEO

"questo libro è dedicato al ricordo e alla memoria di Peppo Pontiggia"

 LEZIONE 4

LA DESCRIZIONE

Sulla descrizione degli ambienti. Sulla descrizione dei paesaggi. E ancora sulla descrizione dei personaggi. Di cosa evitare. Di quali tecniche usare. Del rapporto con il racconto cinematografico.

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 13:21 | Permalink | commenti
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sabato, 14 gennaio 2006
Una questione Privata

di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" dell'11 gennaio 2006 

Ieri i giornali italiani sembravano arrivare dalla luna. Sembrava una storia sempre uguale, sempre già letta, sempre la stessa. Il video del povero Quattrocchi, mandato in onda dalla Rai, rimbalzava ovunque, sui giornali, sugli altri episodi di cronaca, persino sulla vicenda Consorte, persino in televisione, nel Porta a Porta con Massimo D’Alema. Anche se non era citato, quel video sembrava avere qualcosa a che fare con quello che sta accadendo, di tutt’altro tenore, in Italia in queste settimane. Ieri i giornali italiani sembravano arrivare dalla luna. Sembrava una storia sempre uguale, sempre già letta, sempre la stessa. Il video del povero Quattrocchi, mandato in onda dalla Rai, rimbalzava ovunque, sui giornali, sugli altri episodi di cronaca, persino sulla vicenda Consorte, persino in televisione, nel Porta a Porta con Massimo D’Alema. Anche se non era citato, quel video sembrava avere qualcosa a che fare con quello che sta accadendo, di tutt’altro tenore, in Italia in queste settimane.
Ieri i giornali, malgrado l'orrore e il sangue, non perdevano occasione di polemizzare, a cominciare dal Manifesto che ingenerosamente titolava: «In tv l'"eroe" Quattrocchi», con quell'eroe tra due caporali davvero troppo severo. Forse dovremmo smetterla di pensare che la politica sia innanzi tutto il primato della politica, che nulla ci sia oltre questo.

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 18:49 | Permalink | commenti
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