lunedì, 29 maggio 2006

"Un ruscello scorre

in un deserto senza erba

alla ricerca

di chi ha sete"

di Abbas Kiarostami, da "Un lupo in agguato"

 

postato da: NyFrigg alle ore 22:23 | Permalink | commenti
categoria:poesia
domenica, 21 maggio 2006

La Festa è Finita

di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" del 20 maggio 2005 

L’Italia ai Mondiali

Questa volta non sarà facile, non sarà facile per niente. Al di là delle chiacchiere, delle intercettazioni, delle interpretazioni, delle dietrologie, di tutto quello che uscirà fuori dell’affare Moggi e della corruzione del calcio, c’è un dato su tutti, un dato da cui partire. A Sky sono sommersi da telefonate di cittadini imbestialiti che disdicono il pacchetto pagato per i mondiali di calcio. Non li vogliono più vedere i mondiali di Germania.
E se vai in giro per le città e parli con la gente per strada, i tassisti, i conducenti di autobus, i venditori ambulanti ti dicono quasi tutti la stessa cosa: speriamo che usciamo da questa storia il più presto possibile. Ma «l’usciamo» non è, speriamo che vengano tutti scagionati e torni il sereno, ma è: speriamo che ci buttino fuori il più presto possibile, in modo che si possa archiviare il calcio di questi ultimi anni.
Questa volta l’hanno fatta grossa perché, al di là delle responsabilità che verranno accertate dalla giustizia sportiva e dalla giustizia ordinaria, si è andato a toccare un tasto emotivo e storico del Paese. Una Repubblica, come sappiamo, fondata sul lavoro e sul gioco del calcio. Ma anche una Repubblica che ha avuto nella sua nazionale, spesso, un elemento di riscatto e di orgoglio, persino politico.

postato da: NyFrigg alle ore 09:16 | Permalink | commenti
categoria:articoli di roberto cotroneo
giovedì, 18 maggio 2006

Nyfrigg! Che dici Cotron avrà visto il film "Il Codice Da Vinci"?

Secondo me tra un po' esce la recensione. O la stroncatura, io accompagno un'amica per andarlo a vedere... e tu?

postato da: Giuseppina alle ore 19:23 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 15 maggio 2006

Finlander

"Non ho mai visto nessuno mangiare un panino con forchetta e coltello" - gli sussurrai al nostro primo incontro, sorridendo al pensiero di essere continuamente beffeggiata per il mio modo di mangiare la pizza. Ma quello era un panino, porca miseria, un panino, ripieno di roba che schizzava ovunque non appena tentava di affondarci il coltello. Non ha battuto ciglio, semplicemente alzato lo sguardo e sorriso divertito. Ha fissato i miei occhi per qualche interminabile secondo, ed il mio rossore deve avergli rivelato quanto poco sia sfacciata come sembro. "Che tipo, deve essere odioso, e così tremendamente affascinante" - pensai. Ero seduta al suo fianco, mentre mangiavo le mie patatine fritte pasticciando con la maionese. Così buffo e così banale era tutto ciò, ed ancor di più quando ha insinuato di aver giurato che mi sarei leccata le dita. "Ma guarda questo"- pensavo - nella mia presunzione di essere l'unica a poter provocare. Fatto sta che i nostri sguardi si sono cercati a lungo e per molte volte, ci siamo ritrovati fuori al locale ogni volta che l'indomabile voglia di fumare una sigaretta ci spingeva ad allontanarci dagli altri. Poche parole e lunghi, lunghi meravigliosi silenzi, improvvise e tenere carezze, intensi abbracci colmi di desiderio. Siamo finiti a baciarci per un tempo troppo lungo da poter essere sembrato così breve, l'oscurità del mare di notte era dominata dallo struggente spettacolo del riflesso della luna, le sue parole scivolavano sul mio corpo come le sue dita lungo le corde di una chitarra. "Sono un musicista - mi dice - scrivo canzoni d'amore, ho bisogno di ubriacarmi di tutto quello che stai vivendo". Mi avrebbe usato, lo so, mi avrebbe usato e poi avrebbe scritto canzoni, e poi le avrebbe suonate sulla mia pelle, intrecciando i miei riccioli neri e la mia anima, cantandomi in quel pugno chiuso sul suo petto, pubblicizzando i suoi occhi lucidi di passione. E con quelle canzoni e quella sua congenita malinconia avrebbe fatto innamorare qualcun'altra. Sebbene fosse stato così, non me ne importava niente anzi, ero tremendamente lusingata, volevo essere incisa nelle sue struggenti canzoni di buio, mancanze e ricerche anzi, volevo essere quella a cui solitamente ci si riferisce con quel "ma non eri tu" dell'amaro in bocca e dell'amore impossibile anzi, volevo essere quella che lo avrebbe accompagnato al prossimo concerto, quella di cui avrebbe cercato la bramosia nello sguardo ad ogni nota esile e sommessa.

E così quella sera ci siamo conosciuti, e quella notte ci siamo amati, ed ancor di più abbiamo amato la nostra libertà, la nostra spudorata onestà, il nostro essere finalmente senza scrupoli, il nostro sentirci in fondo sempre così soli. Non ho mai conosciuto niente del suo essere reale, sono settimane ormai che vivo delle sue assenze e delle mie, del nostro segreto rubarci di attimi, di improvvisi e scandalosi baci pubblici senza fiato a cui qualche amico ha cercato giustificazioni. Sono settimane che nutro di fantasia le sue mani, che accarezzo la sua fronte, che lo cerco senza cercare niente, che gli racconto senza fargli sapere niente, che mi tengo la sua mano sulla mia coscia. Sono settimane che non lo conosco e vivo della sua musica, della parole scritte quella notte. Lui è uno che si perde nella sua vita, che parte fregandosene del se arriva, lui è uno che corre in macchina e si gode il viaggio, è uno che ti dice "fidati" e tu lo fai godendoti l'ebbrezza del morirne, è uno che sale sul primo treno e viene a prenderti fregandosene dei tuoi impegni. Lui è un piacevole egoista, ed io una piacevole che se ne frega. Mai andata così d'accordo con me stessa. E a chi ancora si chiede che cos'è l'amore, posso solo rispondere che è una tentazione che non va mai consumata fino in fondo, e come tale, una meravigliosa e reale illusione

postato da: LAfricanA alle ore 18:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:il primo incontro, molteplicità dellessere
lunedì, 15 maggio 2006

Il gioco del furto condonato
di Roberto Cotroneo, da L'Unità del 7 gennaio 2004

 
L'altro giorno uno dei miei figli, che ha ricevuto per Natale «Il gioco del ca... lcio», nel bel mezzo di una partita è venuto a chiedermi cosa significasse «Jus Primae Noctis». Non è male come domanda per un bambino di sette anni. Gli ho chiesto cosa mai c'entrasse «Il gioco del calcio» con lo «Jus Primae Noctis» e mi ha portato subito un bel mazzo di carte, che fanno parte del gioco. Una specie di imprevisti e di probabilità genere «Monopoli». «Il gioco del ca... lcio» con tanto di puntini di sospensione ammiccanti, vagamente volgari, del tipo dico e non dico, è un formidabile gioco da tavolo, vendutissimo in tutti i negozi di giocattoli, prodotto dalla «Giochi Preziosi». Il proprietario della «Giochi Preziosi», Enrico Preziosi, è l'ideatore del gioco ma è anche il presidente del Genoa. Attraverso un tabellone, i giocatori devono fingersi presidenti di una società di calcio, e tirando i dadi debbono vincere lo scudetto. Soltanto che il tutto è regolato da duecento carte che rappresentano imprevisti e penalità. In queste duecento carte c'è lo spaccato più paradossale, deteriore e ridicolo di questo paese. Non servono a comprare giocatori, o a fare schemi di gioco. Le carte si usano per un fine alto e assai praticato: corrompere, pagare gli arbitri, nascondere abusi, cancellare risultati sfavorevoli, divertirsi con le veline, inanellare strafalcioni grammaticali, comprare Porsche, Mercedes e Ferrari, menare i calciatori delle squadre avversarie, doparsi e far sparire le provette delle analisi. Pagando con denaro sonante. Ho letto la carta che mio figlio aveva pescato senza capirne il significato. Dice: «Alcuni vostri giocatori chiedono di poter portare mogli e fidanzate in trasferta. Glielo concedi, poi ripristini lo Jus Primae Noctis». Gli ho spiegato che lo «Jus Primae Noctis» è una leggenda che si tramanda dal medioevo ma che non è mai esistito. Ma cercando di spiegarglielo mi sono accorto che sfondavo una porta aperta. Perché «Il gioco del calcio» della Giochi Preziosi, è una perfetta radiografia di questo paese, in versione gioco da tavolo.

postato da: NyFrigg alle ore 14:35 | Permalink | commenti
categoria:articoli di roberto cotroneo
domenica, 14 maggio 2006

L’emozione di essere stati comunisti

Bertinotti che proclama Napolitano.

Ieri si è fatta la Storia.

E la Cdl ha saltato l’appuntamento.

di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" dell'11 maggio 2006  

IERI PIERO FASSINO aveva tirato fuori il pallottoliere, e in pratica aveva detto chiaro e tondo: i voti ci sono, aspettate la quarta votazione e sarà eletto Giorgio Napolitano. Ma i cronisti continuavano a evocare, come fossero dei medium in una seduta spiritica, altre strategie, mondi sommersi e inconoscibili, colpi di scena improvvisi. Nella cultura del reality show che ormai contagia l'intero paese, inclusi molti cronisti politici, le cose non possono andare in quel modo lineare, semplice semplice, che conosciamo. Devono invece obbedire alle regole della commedia; con cambi di registro, ritmi che mutano, spiazzamenti e quant'altro.
D'ora in poi bisognerà abituarsi a chiudere in un cassetto per un bel po' di tempo il gioco delle strategie e le parole dette a mezza bocca, i retroscena e i virgolettati rubati qui e là, come ha detto qualcuno, persino ai cavalli della polizia in alta uniforme quando passa da piazza Montecitorio.

postato da: amicirobertocotroneo alle ore 21:12 | Permalink | commenti
categoria:articoli di roberto cotroneo
sabato, 13 maggio 2006
Visto che Nyfrigg riporterà gli articoli di Roberto Cotroneo io vi copio qui i libri, i film, le musiche e i versi che mano mano saranno pubblicati sul sito ufficiale di Roberto Cotroneo. Lo faccio per me, perché non sono così veloce a leggere libri, per i film si fa meno fatica ma i dischi sono di musicisti che molte volte non conosco ma il regalo più bello è la scelta del verso. Grazie Roberto.
Giuseppina
Oggi, 13 Maggio 2006
Il libro
Dario Franceschini, Nelle vene quell’acqua d’argento, Bompiani. Il romanzo di un politico, scritto da vero romanziere.
 
Il film
My Father del regista Egidio Eronico. Al cinema dal 1 giugno. La storia del rapporto tra il dottor Mengele e suo figlio.
 
La musica
Oggi sul mio iPod gira
Rise and Fall, di Craig David (feat. Sting) da Slicker Than Your Average, 2002.
 
I versi
«Il letto del fiume, asciugato, mezzo pieno di foglie / Noi, che ascoltiamo un fiume dentro gli alberi». Seamus Heaney
postato da: Giuseppina alle ore 23:26 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni
mercoledì, 10 maggio 2006

 BUON COMPLEANNO

ROBERTO

postato da: NyFrigg alle ore 22:33 | Permalink | commenti (7)
categoria:auguri
mercoledì, 10 maggio 2006

E ora gli ordini
di scuderia
arrivano via sms


Altro che peones. Come marziani i nuovi
«onorevoli» tra chiacchiere da buvette e noia

di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" del 10 maggio 2006


«VA BE' WEH, io non lo so mica come finisce qua. Se c'hanno i voti allora li usino no?». Roberto Calderoli dice quattro battute di questo tenore e poi si chiude circondato da alcuni suoi deputati leghisti. Poco più in là, ma proprio un metro, a dir tanto, c'è un altro capannello, con Maroni: «Ieri Berlusconi era indeciso. Abbiamo lavorato bene. Oggi ha capito che Napolitano non si può votare. Se poi l'Udc decide di farlo ugualmente, è finita la Casa delle libertà». Come in ogni articolo che si rispetti le parole di Maroni sono quanto di più interessante è avvenuto ieri a Montecitorio. Immaginate il resto. Il resto è virtualità pura. Dove il gioco più diffuso è la strategia, una sorta di risiko politico che i giornalisti alimentano con fare ansiogeno e sapiente.
Alle 10 e 28 minuti c'era l'accordo su Napolitano. Alle 10 e 35 non c'era più l'accordo. Alle 10 e 47 l'accordo c'era di nuovo, e aveva smesso di piovere. Alle 15 e 40, dopo il pranzo, si stava trattando una manovra in extremis addirittura con Ciampi (chissà perché), alle 16 in punto il testimone, a sorpresa tornava a D'Alema, eletto alla quinta votazione (la quarta no, sia mai). Mentre quelli di Forza Italia, Ferdinando Adornato in primis, dicevano: «non è possibile, con D'Alema ci sarebbe la rivolta popolare».
Avendo una esagerata concezione e fiducia nelle piazze di Forza Italia.
postato da: NyFrigg alle ore 13:17 | Permalink | commenti
categoria:articoli di roberto cotroneo
giovedì, 04 maggio 2006

Ricordi

“Con il tempo, ho capito quanto il non esserci

possa diventare una forma della presenza

spesso più intensa della presenza stessa.”

di Roberto Cotroneo, da "Questo Amore"

postato da: NyFrigg alle ore 22:46 | Permalink | commenti (16)
categoria:storie vere, libri di roberto cotroneo