Accade qualcosa, quando le parole, trasportate sulle labbra dal bisogno di comunicare, sono tante, troppe, e finisce sempre che si smarriscono e cambiano colore nella coscienza dell’altro, magari uno sconosciuto, un passante che ho fermato per sfiorargli la mano, scegliendolo tra mille passanti, per affidargli la mia memoria o forse soltanto per dividere un peso, un’incertezza, una verità che muore.
Accade qualcosa, quando ho paura, quando sento la rabbia che sale, quando mi sono ferita e guardo senza far nulla il sangue che esce fuori, sento la vita in ogni respiro che muta, che rallenta o cresce o sembra fermarsi all’improvviso. Quando sono felice accade la stessa cosa, ma che strano, è più difficile crederci, è più difficile intrecciare le dita col destino che mi mette davanti un pensiero gentile, un pensiero che sembra voglia sfuggirmi tanto il tempo che resta per chiedermi di tenerlo stretto.
Penso sempre a Marie, penso che sorrida a vedermi così, quando mi arrabbio con i fantasmi che ho invocato per sentirmi ascoltata, pur non parlando materialmente. Penso che sorrida a vedermi delusa dalle voci che non ritornano a rispondermi, dalle mani che non mi sfiorano, dagli sguardi che non possono esistere per me, perché non ha senso, perché è stupido parlare con gli angeli della propria fantasia. Accade qualcosa, quando cerco qualcuno che è reale e non lo è allo stesso tempo. Mi sento come il bambino che ha smarrito la mano del padre dentro a un supermercato e, anche solo per un istante, si sente perduto per sempre.
Mi sto regalando un altro libro, e la voglia di credere in un pensiero felice che mi sta avvolgendo lentamente. E c’è una canzone, la canzone dei sognatori, quelli per cui esiste solo il cielo e la gente che vive in pace il proprio presente.. Non è difficile se si prova a immaginare…
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one










