domenica, 24 dicembre 2006

Ai No Tav e ai pro tav, ai ministri, ai giornalisti, ai chi ci ha capito e a chi ancora no, alle forze dell'ordine che picchiarono, a quelle che picchieranno, a chi sta a guardare, a chi si dà da fare:

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

CON PIU' TRENINI E MENO TRENONI

(come dicono i bimbi da queste parti)


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categoria:auguri
sabato, 23 dicembre 2006

di Hans Christian Andersen

C'era un freddo terribile, nevicava e cominciava a diventare buio; e era la sera dell'ultimo dell'anno. Nel buio e nel freddo una povera bambina, scalza e a capo scoperto, camminava per la strada; aveva le ciabatte quando era uscita da casa, ma a che cosa le sarebbero servite? erano troppo grandi per lei, tanto grandi che negli ultimi tempi le aveva usate la mamma. E ora la piccola le aveva perdute subito, quando due carri che passavano a forte velocità l'avevano costretta a attraversare la strada di corsa. Una ciabatta non riuscì più a ritrovarla, e l'altra se la prese un ragazzo, dicendo che l'avrebbe usata come culla quando avesse avuto dei figli.
Ora la bambina camminava scalza, e i suoi piedini nudi erano viola per il freddo; in un vecchio grembiule aveva una gran quantità di fiammiferi e ne teneva un mazzetto in mano. Per tutto il giorno non era riuscita a vendere nulla e nessuno le aveva dato neppure una monetina; era lì affamata e infreddolita, e tanto avvilita, poverina!
I fiocchi di neve si posavano tra i suoi lunghi capelli dorati, che si arricciavano graziosamente sul collo, ma lei a questo non pensava davvero. Le luci brillavano dietro ogni finestra e per la strada si spandeva un delizioso profumino di oca arrosto: era la sera dell'ultimo dell'anno, e proprio a questo lei pensava.

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categoria:racconti
domenica, 10 dicembre 2006

di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" del 10 dicembre 2006

Che i giornali non sono tutti uguali è apparso chiaro l'8 dicembre, quando poco prima del passaggio di Benedetto XVI da via Tomacelli, diretto in piazza di Spagna per la tradizionale preghiera dell'Immacolata, sono piovuti da una finestra molto particolare, una finestra della redazione del Manifesto, 200 volantini con la testata del giornale e una frase: «Lasciaci in Pacs».
Apriti cielo. LaDigos è salita in redazione per cercare di identificare i responsabili.
Atto dovuto, certo. Ma niente affatto necessario. Le forze politiche, con i soliti noti, genere Volonté, sono arrivati a parlare di «atti di terrorismo civile». Miserie su cui è meglio non commentare. Proprio per questo il Manifesto deve continuare a esistere.

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categoria:articoli di roberto cotroneo
giovedì, 07 dicembre 2006

di Roberto Cotroneo, da L'Unità del 3 dicembre 2006

Era troppo nuovo quello che è accaduto ieri a piazza San Giovanni per le vecchie televisioni italiane. Era troppo nuovo per i commentatori delle reti che hanno trasmesso l'evento e che hanno fatto i collegamenti con la piazza. Era troppo nuovo per chi ha cercato di leggere la manifestazione di piazza del centro destra con le semplici categorie della politica. Era nuovo persino per Berlusconi, che ha perso l'ennesima occasione per dimostrarsi un leader credibile, e non soltanto un leader che sa trascinare il popolo del centro destra (e le due cose non vanno assieme, ovviamente).

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categoria:articoli di roberto cotroneo
lunedì, 04 dicembre 2006

di Roberto Cotroneo, da "L'Unità" del 29 novembre 2006

TULLIO DE MAURO Il linguista: il gruppo dirigente del paese mantenga un rapporto costante con la gente, e troverà le parole giuste. Ma denuncia: solo il 30% è capace di leggere libri e giornali. I politici si facciano carico di sanare il semialfabetismo collettivo. Sostenendo la scuola ma anche l’istruzione permanente.
La comunicazione politica, il linguaggio di questa sinistra. Un certo disincanto dell'elettorare che ha votato Prodi e che forse si aspettava delle risposte più rapide e incisive. Negli ultimi giorni, con il varo della Finanziaria, le uscite di Prodi, e la compattezza della maggioranza, le cose sono molto cambiate. Ma rimane il fatto che c'è ancora molto da fare, ma soprattutto c'è un linguaggio della sinistra di Governo, che va rifondato e ridiscusso. Lo facciamo con Tullio De Mauro, che è il più grande linguista italiano, uomo di sinistra, e ministro della Pubblica Istruzione,tra il 2000 e il 2001.

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