di Roberto Cotroneo, da L'Unità del 17 luglio 2007
Nei giorni scorsi tre dei maggiori quotidiani italiani, Il Corriere della sera, La Stampa e Il Sole 24 Ore, hanno attaccato Prodi come fossero dei veri e propri centri di potere politico. C'è chi ne sottolinea l'inadeguatezza rispetto a Sarkozy, chi la debolezza sulle pensioni, chi addirittura auspica una crisi. Cosa sta accadendo? E come sta cambiando il rapporto tra stampa e potere? Lo abbiamo chiesto a Michele Serra, per molti anni giornalista de l'Unità, oggi editoralista di Repubblica.
Serra, come vedi questi attacchi a Prodi da parte della stampa. Attacchi che in qualche modo si pongono sullo stesso piano del potere politico?
«Io mi rendo conto di essere un lettore particolare. E ultimamente ti confesso che non riesco più a capire cosa succede nella politica quando leggo i giornali. Certo, che poi ci sia una tendenza in atto di tipo terzista, per la costruzione di un centro, voluta e sostenuta particolarmente dal "Corriere della sera", mi sembra una realtà piuttosto chiara».
E il Sole 24 Ore?
«Io ho molta stima di Ferruccio de Bortoli, mi sembra una persona veramente indipendente, ma è possibile che anche lì le pressioni di Confindustria si facciano sentire».
In ogni caso il rapporto tra stampa e potere sembra stia cambiando.
«Guarda, io ho il sogno di realizzare un giornale di sole 16 pagine, dove per la politica c'è un solo articolo. Io trovo che l'informazione sia anabolizzata. Sai come i culturisti? Con un risultato patologicamente sovradimensionato. Il punto di partenza lo capisco. Si è dovuta rompere una consuetudine noiosa e azzimata di trattare la politica da parte dei giornali. Quindi rispetto al giornalismo di un tempo, che era, per fare una metafora, troppo in giacca e cravatta, si è cominciato a togliere la cravatta e scamiciarsi un po'...»