domenica, 30 settembre 2007

di ROBERTO COTRONEO, daL'UNITA' del 31 ogsot 2007

Ma allora davvero non è tutto perduto. Non è vero che il fotografo Corona è diventato un idolo, un simbolo, un modello per una gioventù italiana senza un briciolo di buon senso. Non è vero che il fotografo dagli occhiali scuri come fanali, sotto inchiesta a Potenza per presunti ricatti ai vip, è diventato un eroe popolare. Proprio dalle parti di Potenza, a Venosa, città che ha dato i natali al poeta Orazio, il bravo Corona si è preso nell’ordine: fischi, disapprovazione e persino un cospicuo numero di pomodori da un pubblico di giovani che non lo gradiva. I ragazzi di Venosa, insomma, hanno fatto quello che ognuno di noi avrebbe voluto fare all'apparire, in qualunque manifestazione pubblica, del fotografo Corona. Il quale deve essere ancora giudicato dalla giustizia italiana, e naturalmente fino a questo momento è innocente riguardo ai reati che gli vengono contestati. Ma è colpevole per molte altre cose che non hanno a che fare con giudizi penali e civili. È colpevole di una volgarità come raramente se ne sono viste in giro, è colpevole di comunicare modelli e valori che non sono nulla, è colpevole di aver persino scritto un libro con la sua storia. È colpevole di un'arroganza che infastidisce e indispone.

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domenica, 30 settembre 2007

di Roberto Cotroneo, da L'Unità del 29 agosto 2007

Google Earth è un programma di internet che ti permette di guardare il mondo dall’alto, come se si fosse su un aereo. Ci giocano tutti, ultimamente, ed è abbastanza spettacolare. Se voi mettete l’indicazione «Garlasco» su Google Earth vi accorgete subito di che luogo deve essere. Lo capite dall’ordine delle vie del paese, squadrate e precise. Lo vedete dalla campagna attorno, coltivata con un disegno preciso, un puzzle di sfumature di verde che sembra tracciato da un geometra o da un architetto del mondo. In questo ordine assoluto la vicenda di Chiara Poggi è un elemento misterioso e inquietante. Per la prima volta ci troviamo di fronte a un omicidio efferato, compiuto con una inaudita violenza, da qualcuno che conosceva la ragazza e di cui lei si fidava. Al punto che fa entrare l'assassino in casa in camicia da notte e gli volta le spalle precedendolo. In questi giorni di indagini è emerso che Chiara non aveva una doppia vita, non aveva amanti segreti, e non ci sono ombre su di lei di alcun tipo. Una brava ragazza, laureata con 110 e lode, nonostante questo precaria sul lavoro, che aveva scelto di non seguire la famiglia in vacanza per guadagnare qualche euro anche sotto ferragosto, che andava a lavorare con la corriera, e che tutti ricordano come una ragazza gentile, disponibile e seria, figlia di una città di quella provincia pavese che all'apparenza dovrebbe essere tranquilla e persino monotona.

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domenica, 30 settembre 2007

di ROBERTO COTRONEO, da L'UNITA' del 21 aogsoto 2007

L’attesa. La folla che arrivava a piazza San Pietro, le ombre del colonnato che si allungavano con il passare delle ore, la facciata della Basilica che prendeva i colori di aprile, e li rendeva saturi o morbidi con il passare delle ore, e persino dei minuti. Fu quasi una sorpresa vedere tutta quella gente. Uno stupore nel ritrovare i vecchi segni del sacro, della spiritualità più antica dentro una modernità che sembrava averli cancellati, perduti nel tempo.

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domenica, 30 settembre 2007

da L'UNITA' del 31 luglio 2007, di ROBERTO COTRONEO

C’è qualcosa che non si capisce bene di questo strano Paese. E non è il fatto che esistano una morale pubblica e una morale privata. Una vita di facciata, e le scappatelle private. Un predicare bene e razzolare male. Questo fa parte della storia, può indignare o lasciare indifferenti. Quello che è decisamente nuovo è il modo di certi politici di raccontare ai propri elettori, e ai cittadini, storie che non crederebbe neppure un bambino piccolo.Intanto se è vero che nella vicenda di Cosimo Mele non esistono per ora estremi di reato (per ora, perché l’inchiesta è ancora in corso), esiste una colpevolezza in politica, che va ben oltre, ed è assai più severa per certi aspetti, di quella stabilita dal codice penale. Perché qui non si tratta di fare i moralisti. Qui si tratta di chiarire come deve sentirsi un signore che ha il mandato dei cittadini a legiferare in Parlamento. Non è un privilegio essere deputati, è molto di più: è un vincolo e una responsabilità. Allora trovarsi nella suite di un grande albergo romano in compagnia di una prostituta di trent’anni, imbottita di droga, che finisce per sentirsi male e deve essere portata d’urgenza al pronto soccorso, è qualcosa che va al di là della gravità del fatto in sé. E molto al di là. Essere scoperti in questa situazione se poi si è deputati eletti nelle liste di un partito come l’Udc, che da sempre fa battaglie fortemente antiproibizioniste, è decisamente grottesco. Se ancora di più si viene scoperti in una situazione del genere e si è firmatari di una legge sul test antidroga per i parlamentari, è francamente da teatro dell’assurdo.

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domenica, 09 settembre 2007

di ROBERTO COTRONEO, daL'UNITA' del 4 agosto 2007

Ebbene, non si badi a spese. Siamo favorevolmente colpiti dalla meditata, comprensibile, e ineccepibile proposta del segretario dell’Udc Cesa di mettere mano al portafoglio dei contribuenti, per fare in modo che le mogli dei parlamentari possano raggiungere i mariti, con i figli, magari le nonne a carico, e ricreare quel clima familiare anche nella tentacolare Roma che impedisce ai nostri legislatori di finire in qualche cena e incontrare per caso una prostituta. Il caso dell’onorevole Mele sta diventando, nel suo essere grottesco, una farsa nazionale. E mi domando cosa penseranno in Europa, o negli Stati Uniti, e più in generale nel mondo civilizzato, di quello che sta accadendo da noi. Perché la proposta delle mogli a seguito dei parlamentari è strepitosa.

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