giovedì, 31 luglio 2008

di ROBERTO COTRONEO da L'UNITA' del 30 luglio 2008

Eravamo un paese sgangherato forse, ma senza ferocia, senza razzismi, senza cattiverie. Eravamo un paese misericordioso alla fine: cattolico e con una morale fluttuante che ci salvava da certe durezze e spietatezze. Ma ora? Metto in fila poche parole, una di seguito all'altra: precari, immigrati, rom, pensioni sociali. Ne aggiungo altre, per riempire i rami di questo albero della vergogna.
I salari che non aumentano da 15 anni. Un paese incattivito e senza valori, governato da persone che non rispettano le regole - Berlusconi innanzitutto, ma anche Bossi - né i valori comuni su cui la Repubblica ha posto le sue fondamenta. Ma la furbizia e la ricchezza. È così che si rischia di diventare razzisti e ignoranti.
La norma sul precariato è contro gli ultimi, quelli che un lavoro non riescono a trovarlo, quelli che non possono comprarsi una casa, che non hanno accesso ai mutui, che non possono progettare nulla, che non hanno la possibilità di pensare a un futuro che non sia un futuro a termine, come i loro contratti di lavoro, come i loro salari miserandi, come le loro vite sospese, in un vuoto che non possono riempire.

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mercoledì, 16 luglio 2008

di ROBERTO COTRONEO, da L'UNITA' del 16 luglio 2008

Non vorrei che nell’afa di questa estate, dopo il «no Cav day», i dipietrismi, i grillismi, le parole a sproposito, gli estremismi populisti, le ministre intercettate e non so che altro, si perdesse di vista una delle storie più controverse e per certi aspetti oscure di questi tempi. Perché la storia di Virginia di Sanjust di Teulada, di professione annunciatrice, quella del suo ex marito, l’agente segreto Federico Armati, e quella presunta di Silvio Berlusconi, all’epoca dei fatti presidente del consiglio dei ministri, è una storia da cui si vuole chiarezza. Senza condannare nessuno in anticipo, senza illazioni di nessun genere, senza strida e urla da palchi antiberlusconiani di professione, o quasi, senza gossip, pettegolezzi, pratiche sessuali immaginate o presunte che circolano di sito in sito, viaggiano per la penisola nei luoghi di villeggiatura, attraversano i palazzi del potere come non mai, qui c’è una storia seria, dove un presidente del consiglio in carica è accusato da un agente dei servizi segreti di questo paese di essere stato in un primo tempo promosso, poi retrocesso, e ancora dopo promosso (dopo aver minacciato però di far scoppiare uno scandalo) solo perché era l’ex marito di una bella ragazza, di 26 anni, madre di un bimbo piccolo, con cui Silvio Berlusconi, "è innegabile", come dicono le carte, aveva un rapporto di amicizia e di frequentazione. Tra l’altro la ragazza all’epoca dei fatti era una dipendente della Rai, ovvero della televisione di Stato, e dunque del sevizio pubblico.

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mercoledì, 09 luglio 2008

di ROBERTO COTRONEO da L'UNITA' del 9 luglio 2008

Un pasticcio internazionale firmato Sarkozy e Berlusconi. Dal G8 ieri il presidente francese ha annunciato che presto l’ex brigatista Marina Petrella sarà estradata in Italia. Aggiungendo, tuttavia, che scriverà una lettera a Napolitano affinché le venga concessa la grazia, facendo capire di averne discusso con il premier italiano e di aver avuto da lui il via libera. Una gaffe, perché il potere di grazia c’è l’ha solo il Capo dello Stato. Arriva infatti un’imbarazzata nota diffusa da Bonaiuti: «Il premier è solo latore della richiesta».

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mercoledì, 09 luglio 2008

di ROBERTO COTRONEO da L'UNITA' dell'8 luglio 2008

Diciamolo francamente. È vero che tutti sanno quanto la sinistra possa essere litigiosa. È vero che la tradizione della sinistra è una tradizione di scissioni, frammentazioni, distinguo, separazioni, atomizzazioni. È vero che più si va a sinistra più la nebbia diventa fitta, fino a diventare incomprensibile. È vero - ancora - che la dialettica marxista, che poi è la dialettica hegeliana, nel suo essere perversa ma soprattutto mal capita, aiuta moltissimo a spaccare in quattro non tanto il capello ma il nulla. Però una storiaccia del genere non se la poteva aspettare nessuno.
E per storiaccia stiamo parlando delle vicende di Rifondazione Comunista, in vista del congresso del 24-27 luglio, al Pala Montepaschi di Chianciano Terme. Da una parte Paolo Ferrero con una mozione, dall’altra Nichi Vendola, governatore della Puglia, con un’altra mozione.

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domenica, 06 luglio 2008

di ROBERTO COTRONEO da L'UNITA' del 2 luglio 2008

Dobbiamo capirci, e soprattutto fare un po’ di storia politica di questi ultimi tempi. Abbiamo assistito a una campagna elettorale dai toni medi. Anche vagamente depressiva. Berlusconi sembra più stanco del solito, Veltroni si ostinava a cercare una strada se non di dialogo, perlomeno di rispetto e correttezza reciproca. Le elezioni sono andate nel modo che sappiamo. Ha vinto Berlusconi, e da subito sembrava si fosse creato un clima per la prima volta civile nella politica italiana. Il cavaliere sembrava pronto a dialogare, riconosceva il governo ombra, e mostrava un’apparente volontà di arrivare a una stagione di riforme che ormai da un decennio sembrano soltanto un sogno nel cassetto. Nel frattempo le cose non andavano bene per niente, l’economia è un disastro, Giulio Tremonti pare eclissato e scomparso nel nulla. Gianfranco Fini appare sbiadito nel suo ruolo istituzionale, e il governo è decisamente in difficoltà, con una Lega mai così razzista e aggressiva. Vedi ad esempio la schedatura dei rom, che è qualcosa che ci fa vergognare davanti a tutto il mondo.

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