Ci abbiamo creduto da subito e ce l'abbiamo fatta: Nasim Fekrat, coraggioso blogger e giornalista freelance dell'Afghanistan, finalmente è in Italia.
Nei prossimi giorni leggerete di lui sui giornali, ne sentirete parlare in tv: è uno dei vincitori, con Sayed Parwez Kambakhsh, del premio giornalistico internazionale "Città di Siena - Information Safety and Freedom".
Ma noi in Val di Susa abbiamo anticipato il premio perché semplicemente volevamo averlo qui con noi e sentire dalla sua voce l'Afghanistan di oggi. Da dieci giorni è qui con la sua ragazza italiana, Meri. Sabato scorso abbiamo potuto vedere le sue foto e sentire i suoi racconti ad Almese, nella sala consiliare, domani lo sentiremo a Condove, in biblioteca. In questi giorni è stato nelle scuole a parlare con gli studenti, perfino in una scuola elementare dove ha incontrato bimbi proveniente da un po' tutto il mondo, e che lui ha chiamato "angeli" nel suo blog in farsi.
Magari qualcuno si chiederà cosa c'è di così difficile ad avere un giornalista in Italia.... oltretutto uno che ha già frequentato un corso alla Inwent (e dunque ha già ottenuto uno schengen), e ha già vinto, nel 2005, il premio di Reporters Sans Frontieres come miglior blogger dell'anno. Me lo sono chiesta anch'io e non ho risposte.
A Nasim e Meri dico grazie. In questi giorni insieme a loro ho imparato tantissimo. Domani sera ci saluteremo, ma quando nei prossimi giorni leggerò le interviste di Nasim sui quotidiani nazionali e non "solo" sui settimanali locali, quando lo vedrò in tv in occasione del premio, li sentirò ancora vicini, il mio fratello Hazara e la mia sorella Abruzzese.
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