sabato, 27 dicembre 2008

di Roberto Cotroneo, dal sito de L'Unità del 27 dicembre 2008

Va bene che è periodo di feste, e che le notizie bizzarre sono sempre tante. Ma quella che ha pubblicato il “Washington Post” è, al tempo stesso, serissima e piuttosto divertente. Riguarda la Cia, l'Afghanistan e i capi tribù sulle montagne. Ora, tutte le tre cose messe assieme non rimandano a nulla di divertente. L'Afghanistan è un paese straziato da una guerra infinita, con una storia controversa (consiglio a tutti, visto che ci siamo il bellissimo libro di Peter Hopkirk, “Il Grande Gioco”, edito in Italia da Adelphi).

L'Afghanistan è stato ripetutamente invaso, ha sopportato con difficoltà il dominio talebano, e prima i carri armati sovietici, e prima ancora gli inglesi, e oggi una guerriglia difficile in un territorio impervio. Dall'altra parte c'è la Cia, la potente Cia, come diceva Francesco Guccini in una celebre canzone: “quello che può ancora far la Cia, santi dell'Occidente”. Noi tutti immaginiamo la Cia come una organizzazione tragicamente seria, capace anche di metodi non convenzionali, e spregiudicati, e naturalmente talvolta eticamente disdicevoli. Ora che i metodi spregiudicati possano essere le pillole di Viagra per i capi tribù dell'Afghanistan è veramente sorprendente.

Il “Washington Post” racconta che è stata proprio una grande idea. I soldi non vengono accettati volentieri dai capi tribù, anche perché non saprebbero bene come spenderli. Mentre i vecchi capi della tribù hanno sempre almeno tre mogli, e spesso sono mogli giovani. Gli agenti Cia li convincono, danno loro la pillola blu, e ovviamente il capo tribù comincia a collaborare, sorpreso dagli effetti della pillola. Tutti nel leggere come i servizi segreti americani operano negli ultimi tempi cominceranno a ridere. Ma in realtà è una storia serissima, che cambia per sempre equilibri e percezione del mondo, in luoghi antichi e lontani. In fondo il Viagra per i vecchi afghani è l'equivalente degli specchietti agli aborigeni. Sono promesse di una civiltà che non arriva.

Siccome nessuno se ne sta con le mani in mano, si prevede una contromossa: i talebani compreranno giganteschi quantitativi di Viagra e li distribuiranno per le tribù sulle montagne per annullare il potere di convincimento degli americani. E sarà veramente un paradosso da teatro dell'assurdo. E allora ti torna davvero in mente quella canzone di Guccini, “quello che può ancora far la Cia”. Un tempo (una leggenda lo racconta) diffondere tra i giovani americani l'acido lisergico per piegare l'opposizione alla guerra del Vietnam, oggi diffondere il Viagra tra i vecchi afghani. I tempi cambiano...

postato da: NyFrigg alle ore 18:21 | Permalink | commenti
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