di ROBERTO COTRONEO da L'UNITA' ON LINE del 12 gennaio 2009
Renato Brunetta deve avere un software sconosciuto, un sistema operativo che elabora informazioni in modo costantemente sorprendente. L’ultima di Brunetta non riguarda i fannulloni ma è una sorta di appello accorato, una chiamata alle armi per il pubblico impiego. Dopo aver detto loro che non lavoravano abbastanza, ora il ministro Brunetta ha deciso che i dipendenti pubblici sono la via di uscita, la chiave di volta, contro la recessione. Il paragone è calzante: un tornitore alla Ferrari è fiero di fronte ai suoi figli del lavoro che fa, un impiegato del catasto o un insegnante no, dice il ministro. Dunque? Dunque portare a una produzione del 40 per cento in più coloro che lavorano nella pubblica amministrazione. E come fare? Semplice: solo chi lavora nel pubblico non teme la cassa integrazione e non teme di perdere il posto di lavoro, come invece avviene nel settore privato. Loro dovrebbero mettersi sulla barricata e dire, noi impiegati delle poste, del catasto, dei ministeri, professori, e altro, siamo in grado di portarvi fuori dalla crisi.
Commovente davvero: come il professore dell’“Attimo Fuggente”, Brunetta si rifà al Whitman di “Capitano, mio capitano”. E non capisci molto bene se è una forma di megalomania napoleonica, o invece una sindrome che ancora non conosciamo. Il pubblico impiego è quello che ha visto maggiormente diminuire il suo potere di acquisto, e non solo ora che siamo in recessione, ma ancora prima, già dal passaggio lira- euro. I docenti italiani, ma forse Brunetta non lo sa, non si vergognano affatto di dire ai proprio figli del lavoro che fanno, anzi, ne sono orgogliosi. Forse si vergognano di dire che, nonostante abbiamo con sacrifici studiato quasi vent’anni per occupare quel posto, guadagnano un terzo di un tornitore della Ferrari.
Bisogna trasformare un impiegato del catasto come un tornitore della Ferrari? E allora il ministro Brunetta dovrebbe sapere che se non accade l colpa è anche dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi 25 anni: nessuno ha provveduto ad aggiornare, e a rendere più tecnologici ed efficaci luoghi come i catasti. E gli impiegati dei catasti delle città d’Italia vivono tra la polvere, e non certo a Silicon Valley. I dipendenti pubblici in questo modo dovrebbero aumentare la produttività del 40 per cento. Naturalmente a costo zero. Qualche mese fa erano fannulloni. Tra un mese cosa saranno?
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