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"IL BELLO DEI LIBRI E' CHE DOPO UN PO' NON LI DISTINGUI.
LE PAROLE CORRONO PER IL MONDO,
E SIGNIFICANO SEMPRE COSE DIVERSE;
COME I COLORI, CHE NESSUNO SA PIU' RACCONTARE."
Ricordi
“Con il tempo, ho capito quanto il non esserci
possa diventare una forma della presenza
spesso più intensa della presenza stessa.”
Perché....
Stavo pensando ma forse era qualcosa che mi camminava dentro le viscere chissà da quanto... riflettevo che abbiamo aperto questo blog per parlare di letteratura, chiaramente senza l'orgoglio di chi la capisce e la studia da anni. Mi dà fastidio dover ogni volta giustificarmi per il fatto che non sono del mestiere ma ahimé si deve fare, in mezzo a questo mare di sciocchezze chi vuol dire qualcosa per aprire una discussione senza porsi al centro dell'attenzione deve stare attento a non mescolarsi. Per carità qui hanno trovato posto e giovamento chi in altri casi non avrebbe avuto lo stesso successo nei canali classici della comunicazione ma questa è tutta un'altra storia. Non m'interessa.
Anche se rileggendo tutto quello che abbiamo scritto appena l'anno precedente ho capito che nulla era così...inutile. E' stato molto bello ma non me ne rendevo conto, mi piacerebbe riprendere questo spazio, richiamando tutti quelli che precedentemente avevano partecipato ma cercando di abbassare quando più possibile l'aspettativa. Ritornando indietro, forse a quella voglia di tornare sui banchi della scuola quando tutto poteva essere...
Ricominciamo, parliamo dei nostri libri, quelli che ci rimangono impressi nella mente, come l'inchiostro rivelatore di noi stessi, quello che ignoravamo. Del potere delle parole, chi l'ha sperimentato. Spiegatemi per favore perché l'espressione più che il pensiero attecchisce meglio di qualsiasi sostanza.
Ci piace veramente solo ciò che ci somiglia? Oppure cos'altro, perché si ha l'impressione che un libro sia scritto bene? Cosa ce lo fa decidere?
Chi ha letto Questo amore esprima una sua opinione, chi ha letto un libro che lo ha impressionato particolarmente, ci dica, mi dica perché?
La voce, quel che resta alla fine dell’amore
di Antonio Tabucchi, da "L'Unità" del 4 marzo 2006
Sulla copertina dell’ultimo libro di Roberto Cotroneo il sottotitolo recita «romanzo». Ma dietro questa formulazione che rimanda a un genere ben preciso c’è in realtà una narrazione che elude le convenzioni romanzesche classiche frastagliandosi in una prosa che partecipa di più generi: il diario intimo, il frammento narrativo e quello lirico, il poema in prosa, il monologo interiore, il «ragionar d’amore» del trattatello antico. E del resto il protagonista, Edo, trasognata figura di libraio sospeso in un’aura di piccolo mistero, che senza essere poeta ha con la poesia un legame sotterraneo e magico, dichiara: «I romanzi non mi piacciono. Perché continuano sempre e non si interrompono mai da soli. E la vita è fatta più di interruzioni che di storie».
In effetti Questo amore è la storia di un’interruzione, di uno iato, di una sospensione, di un’assenza, di un’attesa, e solo in apparenza (se ci si limita alla trama) è «una storia semplice» come suggerisce il risvolto di copertina.
da scrivere come uno spartito
Le verità del cuore in una narrazione asciutta ma ricca di musicalità
di EUGENIO ZACCHI, da "Il Tempo" di giovedì 16 febbraio 2006
Il romanzo di Roberto Cotroneo, "Questo amore" (Mondadori, pp. 137, euro 16), è "semplice" come il sentimento che lo ha ispirato. È una "moda" dilagante la volontà di offrire al lettore pagine così dirette e, appunto, "semplici", dove i periodi, formati anche da una sola parola, si chiudono rapidi con una sequenza ritmica di punti spesso vanificati da congiunzioni o preposizioni che suggeriscono però, la consequenzialità dei pensieri e degli eventi narrati. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a una sorta di spartito dove gli elementi che lo compongono trovano nella loro collocazione la propria ragion d'essere. Un esempio di scrittura asciutta, filtrata, e densa. "Edo, Edo, il tuo primo libro di poesie qual è stato?" "Cernuda." Pensai a Neruda. Pensai che sbagliasse. Sorrise: "Cer-nu-da". Non lo avevo mai letto. Ora sta sul mio comodino. Sempre." Anna è insegnante di Lettere. Edo, suo marito, ex calciatore di serie A, ha voluto prendere la maturità classica per aprire una libreria. Ricerca e "dedica" a sua moglie versi di poeti che questa non ha mai letto, con l'entusiasmo del neofita, e il desiderio assoluto di dimostrare intera la propria espressione amorosa nei confronti di lei, attraverso una "foresta di simboli" tra i quali assumono la sintesi i libri di poesia.
Cotroneo: l'insostenibile forza dell'amore
di Sandra Petrignani, da "Panorama" del 7 febbraio 2006
Nel nuovo romanzo, in libreria da martedì 7 febbraio, il giovane scrittore di Alessandria racconta una storia vera, che ha per protagonisti una libraia e un ex calciatore. Legati da un sentimento estremo capace di sfidare la morte
«Lo dico una volta per tutte: non sono il nipote di Umberto Eco!» esclama Roberto Cotroneo rispondendo a una domanda che si deve essere sentito rivolgere diverse volte. «Non sono stato io a mettere in giro questa voce» racconta.
«Anzi io l'ho sconfessata in varie interviste, anche al Corriere della sera che poi ci fece su addirittura il titolo: "Sono il nipote di Eco", senza mai pubblicare la mia smentita. Evidentemente la parentela importante funzionava di più».
"Oggi è uscito il libro. Da questo momento,
il romanzo ha cominciato
a viaggiare per conto suo."
Grazie, Roberto. NyFrigg
Questa è una storia semplice. Quella di Anna: giovane insegnante di italiano in una città del sud. E quella di Edo: calciatore di serie A che alla fine della carriera vuole prendersi la maturità classica, per aprire una libreria. Quando si innamorano la storia di Anna diventa la storia di Edo. Dal momento in cui si conoscono Anna ed Edo si parlano d’amore attraverso i versi dei loro poeti più amati, attraverso le pagine dei libri di poesia allineati sui loro scaffali. Gli scaffali della libreria che hanno aperto insieme e che diventa il luogo, anche metafisico, del loro amore. Il luogo dove Anna aspetterà Edo. Perché lui è andato via: non si sa dove, non si sa il perché. E saranno le parole d’amore dei libri, le poesie di Montale, di Ungaretti, di Kavafis gli unici custodi di una passione che non ha più tempo, eppure esiste. E Anna dedicherà la sua vita all’attesa di questo amore tanto sospeso quanto reale, tanto profondo quanto felice. Finché il lettore, alla fine, non scoprirà che la storia potrebbe essere ancora un’altra. E ancora più sorprendente.
Nitido, suggestivo, e disarmante Questo amore è un romanzo difficile da definire. Perché può essere letto almeno in tre modi: uno è quello di chi si perderà dentro la grande storia d’amore di Anna e di Edo; un altro, quello di chi vorrà trovare, come in un rebus letterario e sentimentale, tutte le allusioni e le citazioni nascoste nel testo di buona parte della poesia europea del novecento; e, infine, quello di chi farà combaciare i frammenti del discorso amoroso, intuendo che questo romanzo finisce per essere una sorta di compendio di tutti i discorsi d’amore, già scritti e ancora da scrivere.